Gardesana in tilt, problema che va risolto per davvero
Lunedì 22 giugno 2026 sono partito da Tremosine sul Garda alle ore 9.30. Ho trovato lavori lungo la strada di Tignale e, una volta raggiunta la SS45bis Gardesana Occidentale, sono rimasto bloccato per circa 90 minuti in una coda interminabile all’ingresso della galleria di Tignale. Novanta minuti completamente fermi, in piena stagione turistica. La domanda non è se i lavori siano necessari. La domanda è un’altra: è possibile che uno dei territori turistici più importanti d’Italia venga sistematicamente paralizzato proprio nei mesi in cui dovrebbe accogliere visitatori da tutta Europa? Il Garda bresciano non vive di teoria, ma di persone che si muovono, lavorano, soggiornano, consumano e investono sul territorio. Ogni coda interminabile, ogni blocco, ogni ora persa rappresenta un danno per residenti, lavoratori, imprese, alberghi, ristoranti e attività commerciali. Da anni sentiamo parlare di valorizzazione del turismo, ma la realtà che molti vivono ogni settimana è fatta di traffico, attese estenuanti e collegamenti sempre più fragili. La Gardesana non può continuare a essere il punto debole di un territorio che dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della Lombardia. Quando migliaia di persone iniziano a chiedersi se valga ancora la pena raggiungere il lago per trascorrere un fine settimana, non siamo più di fronte a un semplice disagio stradale. Siamo davanti a un problema economico, turistico e di programmazione. La sensazione sempre più diffusa è che la burocrazia e gli enti responsabili rincorrano le emergenze invece di prevenirle. E un territorio che vive di turismo non può permettersi di perdere credibilità ogni estate. Il Garda merita infrastrutture all’altezza della sua importanza. I cittadini e gli operatori economici meritano risposte. E novanta minuti fermi in coda, nel cuore della stagione turistica, non possono essere considerati normalità.
Simone Oneda
Brescia
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