Lettere al direttore

Da orfanotrofio a eccellente accoglienza

Sono nato, cresciuto e vivo tutt’ora a Brescia da settantadue anni e ricordo che da bambino, per intimidirmi, i miei genitori mi dicevano che mi avrebbero portato all’orfanotrofio Razzetti di via Milano. Tutte le volte che transitavo da quella via e ci passavo davanti, la vista dell’edificio mi incuteva un certo disagio. Sul GdB di qualche tempo fa c’è stato un articolo relativo all’inaugurazione di Casa Vittoria che mi ha incuriosito molto. Al momento non ho dato importanza, ma dentro di me la curiosità con un po’ di titubanza emotiva si faceva largo. Visito il sito e poi prendo appuntamento con mia moglie per una visita di approfondimento. Siamo stati accolti dalla dottoressa Simona Lamberti, responsabile dell’Istituto. Di solito si scrive che l’accoglienza è stata professionale e competente ma qui ho trovato di più: calore, trasporto, dedizione e totale disponibilità. Ho scoperto una realtà, nella mia città, che non credevo esistesse (ero rimasto fermo allo spauracchio dell’orfanotrofio!). L’accoglienza verso gli altri che ho «respirato» e le iniziative verso i più deboli (bambini e giovani madri) mi hanno veramente toccato. Il tutto sovvenzionato dagli Organismi Istituzionali preposti e qualcosa da privati. Sempre troppo poco per far quadrare i conti. Siamo usciti dopo circa un’ora, soddisfatti e con le idee chiare sul da farsi. Un ringraziamento a Simona per la disponibilità. Quando passerò davanti all’austero portone non vedrò più un orfanotrofio ma il luogo dove qualcuno, spero tanti, possano farcela. Grazie Simona.

Nicola

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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