Casa non occupata e Tari da pagare. Per me è ingiusto
Qualcuno del Comune mi dovrebbe spiegare perché una abitazione residenziale che non produce rifiuti in quanto non occupata, si deve pagare comunque la quota fissa della Tari al Comune stesso. È il caso di mia suocera che (come per tante altre persone anziane) per necessità di assistenza sanitaria si è dovuta trasferire presso una Rsa cambiando pertanto la residenza. Faccio presente che il calcolo indicato per il conteggio della quota fissa è il seguente: numero di componenti moltiplicato per la superficie imponibile dell’abitazione. Pertanto, dato che la matematica non è un opinione, se il componente è 0 e lo moltiplichiamo per la superficie imponibile dell’abitazione il risultato è comunque 0. Tra l’altro la quota fissa è l’importo maggiore della tassa, mentre la quota variabile, che viene rimborsata, è il costo minore. Chi è in maggioranza al Comune mi spieghi perché tale imposta non può essere annullata per le persone per cui ho fatto esempio. Poi ci sono le famiglie di extracomunitari che o non pagano integralmente la Tari perché hanno contratti di affitto in nero e lasciano fuori dai cassonetti i rifiuti, oppure denunciano la presenza iniziale di 3/4 persone a cui però si aggiungono altre persone tra parenti, genitori, fratelli, cugini senza denunciarne la presenza. E i controlli dove sono? Insomma sono sempre i cittadini onesti a pagare anche per gli altri.
Mario Testa
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