Lettere al direttore

Auguri al Papa, ricordando mia sorella Ornella

Ascolto il Santo Rosario, il nostro Santo Padre è in ospedale e tra poco sarà operato. La mia ferita si riapre e ripercorro quello che sembrava un percorso con dei buoni risultati e invece non è stato così. Sono passati due anni da quando mia sorella Ornella non c’è più. Le fu diagnosticato un nodulo al polmone destro ben circoscritto. Dopo una serie di visite le consigliarono la chemioterapia e poi la radioterapia, dissero che così il nodulo si sarebbe rimpicciolito e poi l’avrebbero operata. Ma non fu così, quelle cure la devastarono sia dentro il corpo che fuori. Ha lottato come una guerriera per riprendersi la sua vita. L’ospedale è stato il suo luogo di lavoro per più di quarant’anni e solo da quattro era in pensione. I suoi sogni si sono infranti, svaniti, buttati al vento, è rimasto tanto rimpianto perché la volevamo tenere ancora un po’ con noi. Sono contenta che l’operazione al Santo Padre si sia conclusa bene e gli auguro di rimettersi presto e continuare il suo cammino di fede per tutto il mondo. La mia Ornella se ne è andata, ma non dal mio cuore.

Lina

Cara Lina, per noi è stato già un regalo la busta color rosso recapitata in redazione, con il foglio a righe che c’era dentro e le parole scritte con la calligrafia che pare quella d’un uccellino, fine e chiara insieme. Quando l’abbiamo letto ci siamo commossi. Anzi, no, prima di commuoverci abbiamo provato stupore e ammirazione per la vicinanza che una persona semplice sente nei confronti di uno tra gli uomini più in vista del mondo. Una distanza che s’assottiglia fino a scomparire quando nell’altro si vede il fratello, l’essere umano che è e che siamo, tutti, indistintamente, di fronte all’incertezza, alla malattia, alla morte. Commozione l’abbiamo provata alla fine, leggendo di sua sorella, della vita dedicata all’ospedale, dei soli quattro anni di pensione, dei sogni infranti, svaniti. Una somma ingiustizia agli occhi di noi mortali, consolata solo dalle sue parole conclusive, dalla certezza che le persone a cui vogliamo veramente bene se ne vanno mai, ci sono sempre accanto, trovando dimora nel cuore.

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