Lettere al direttore

Ascensori metro: funzionano, ma parliamone insieme

Condividiamo la sensibilità manifestata dal signor Sergio Bona, referente regionale dell’Associazione Interregionale Disabili Motori, nella sua lettera, e desideriamo fornire alcune precisazioni su un tema che consideriamo di grande importanza per la qualità del sistema di mobilità cittadino. Innanzitutto, preme precisare che, per quanto riguarda gli ascensori della metropolitana, non risulta la situazione di criticità descritta nella lettera. Nella mattinata del 3 novembre, ad esempio, tutti i 39 ascensori della metropolitana erano regolarmente funzionanti. Se consideriamo gli ultimi quindici giorni, si sono verificati soltanto due episodi. Nel complesso, il livello di disponibilità degli impianti si attesta intorno al 98%. D’altra parte, va considerato che ascensori e scale mobili sono impianti soggetti a rigorose disposizioni in materia di sicurezza e alle verifiche previste dalla normativa, anche nell’ambito delle competenze di Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali. Gli impianti della metropolitana di Brescia hanno raggiunto i quindici anni di funzionamento e proprio in queste settimane sono in corso le verifiche periodiche obbligatorie. È possibile che le inevitabili interruzioni collegate ai controlli, pur programmate e circoscritte, abbiano contribuito ad accentuare la percezione di una frequente indisponibilità degli impianti. A questo si aggiunge un fenomeno purtroppo in aumento, quello dei cosiddetti fermi indebiti, ovvero arresti temporanei degli impianti causati da comportamenti impropri degli utenti. In questi casi non si verifica un vero e proprio guasto: l’impianto rileva un’anomalia, si arresta automaticamente per ragioni di sicurezza e richiede l’intervento di un operatore per essere rimesso in funzione. Si tratta generalmente di interruzioni brevi, spesso inferiori alla mezz’ora, che possono comunque provocare disagi a chi raggiunge la stazione proprio in quel momento. Per le sole scale mobili registriamo oltre 6.000 episodi all’anno: un numero impressionante rispetto al quale le pur frequenti campagne di sensibilizzazione non riescono a sortire risultati efficaci. Non solo: chi provoca questi arresti non sempre sembra avere consapevolezza delle gravi conseguenze che tali comportamenti possono avere per la collettività. Siamo naturalmente consapevoli che, soprattutto per le persone con disabilità motoria, anche un singolo ascensore fuori servizio possa rappresentare un ostacolo significativo alla possibilità di utilizzare autonomamente la metropolitana. Proprio per questo gli impianti sono oggetto di costante monitoraggio e manutenzione, con personale dedicato e un servizio di reperibilità per gli interventi necessari. Abbiamo inoltre previsto un servizio taxi sostitutivo dedicato alle persone con mobilità ridotta, una soluzione che, sulla base dei riscontri raccolti, risulta particolarmente apprezzata e che consente di offrire un’alternativa concreta nei casi di indisponibilità degli ascensori. Dal momento che riteniamo sia sempre possibile migliorare ulteriormente, saremmo lieti di incontrare il signor Bona e i rappresentanti dell’Associazione Interregionale Disabili Motori, qualora desiderassero condividere osservazioni e suggerimenti fattivi. Il confronto con le associazioni rappresenta da sempre una componente importante del nostro modo di lavorare, soprattutto quando si tratta di realtà che rappresentano le esigenze delle persone con disabilità. Riteniamo infatti che l’ascolto diretto di chi incontra quotidianamente maggiori difficoltà negli spostamenti sia uno strumento prezioso per individuare possibili miglioramenti e rendere il nostro sistema di mobilità sempre più accessibile a tutti.

Gruppo Brescia Mobilità

Ufficio Stampa

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