Lettere al direttore

Alfredo Bonomi, un «vero» cavaliere della Repubblica

Sabato 8 agosto il giornale riportava la notizia dei cavalierati del Presidente della Repubblica assegnati quest’anno a 38 bresciani. Tra questi c’è un illustre valsabbino, il professor Alfredo Bonomi. Talvolta, la domenica, mi capita di andare a Sabbio Chiese e di incontrarlo nel bar-bazar sotto casa sua, dove arriva per il caffè del mattino e per ritirare il giornale che gli hanno messo da parte. È impossibile non riconoscerlo. A ottant’anni suonati, anche con questo caldo, che quest’anno ha convinto persino i sabbiensi a dotarsi di condizionatori sotto quella magnifica rocca che fino a poco tempo fa regalava un venticello quasi gelido, Bonomi arriva sempre con giacchetta, camicia e cravatta. Sembra uscito da un altro secolo, in mezzo a un piccolo mondo valsabbino dove si va al bar in ciabatte, con gli zoccoli e, qualche volta, con la brasiliana d’ordinanza e le infradito. Ma la cosa più bella è che appena entra qualcuno lo ferma sempre. C’è chi gli chiede un consiglio, chi vuole raccontargli qualcosa, chi insiste per offrirgli il caffè. E lui ha una parola buona per tutti, un consiglio da dare, un gesto cordiale. Forse è proprio questo il senso di un’onorificenza: non il titolo scritto sulla carta, ma la stima che una persona si è guadagnata nel tempo, anche nel più semplice dei bar, tra un caffè e un giornale. Il nostro Presidente della Repubblica ha scelto davvero bene.

Lettera firmata

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