A San Colombano regnano disordine e trascuratezza
Essendo i nonni originari di San Colombano, due o tre volte all’anno mi piace tornare con i figli nella terra d’origine. Purtroppo con il passare degli anni la località ha perso sempre più l’attrattiva. Pur essendo a pochi chilometri dalla città e con clima decisamente migliore, non è più di interesse turistico. Nel weekend si vedono file di auto e moto in transito dirette in Maniva. Pochissimi si fermano in San Colombano. La frazione nel Comune di Collio (BS), purtroppo, non offre nessuna attrazione anzi, ad esempio la pineta che una volta veniva utilizzata per i picnic ha lasciato posto ad una inutilizzata parete d’arrampicata. Da quando esiste, magari per mia distrazione, non l’ho mai vista funzionante. Ultimamente, direi finalmente, si vedono gruppi di ragazzi dei Grest. Però anche questa iniziativa da parte di privati, rischia di «naufragare» per mancanza di attrezzature. L’unica area che può essere utilizzata per i giochi dai ragazzi, è adiacente la scuola elementare. Diciamo che ci vuole coraggio a definirla area per i giochi. Il campo da calcetto è disastrato e le porte delle reti sono oramai marcite. La rete metallica di protezione a ridosso del torrente andrebbe risistemata. Le reti attorno al campo sono piene di buchi e i palloni finiscono fuori dal campo sportivo fra rovi e ortiche o peggio nel torrente e addio partita. Però la miglior presentazione del paese sono i cassonetti dei rifiuti posti proprio all’ingresso di San Colombano. Traboccano di rifiuti «profumando» l’area con un paio di tavolini adibita a picnic, fra il parcheggio e il fiume Mella. Considerato che come lo scrivente, oramai tantissime persone utilizzano l’abitazione solo per pochi giorni l’anno, producendo una manciata di rifiuti, l’Amministrazione comunale potrebbe utilizzare il denaro versato per la Tari e per Imu (essendo in moltissimi casi seconde case), per creare attrattive, rendere efficienti quelle esistenti e mantenere pulito il territorio. Svuotare i cassonetti con frequenza maggiore non comporterebbe una spesa insostenibile. I cassonetti, fra l’altro posti non in luogo nascosto in un angolo del parcheggio, ma a ridosso della strada principale che precludono la visuale uscendo dal parcheggio. Diventa difficoltoso capire la scelta di porre i cassonetti in quella posizione e poi dover installare uno specchio per la visuale preclusa all’uscita dal parcheggio. Anche qualche sanzione a chi circola in moto senza casco, parcheggia in maniera selvaggia, circola impennando la motocicletta a velocità elevata nel centro abitato, produrrebbe sicurezza e incentiverebbe a fermarsi a San Colombano e magari rimpinguerebbe le casse del Comune a beneficio di tutti.
Lettera firmata
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