La bellezza nel quotidiano

Il passaggio da ciò che finisce a ciò che inizia

Aprire il cuore è indispensabile per cogliere il sussurro interiore di questo Sabato Santo e che passare-oltre i nostri limiti mentali e «cardiaci» permette il germogliare in noi di nuovi sorrisi
Bianca Brotto

Bianca Brotto

Commentatrice

Il ponte sul fiume che separa inverno da primavera -  © www.giornaledibrescia.it
Il ponte sul fiume che separa inverno da primavera - © www.giornaledibrescia.it

Arriva dritta al cuore, Chiara Amirante, nel condividere con centinaia di ragazzi le parole che a lei hanno cambiato la vita: «La verità vi farà liberi».

Il punto di partenza, dice la fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, è proprio il nostro dono di fabbrica: la libertà. Il traguardo? La gioia piena «non l’ebrezza di un momento, ma la pace del cuore che nessuno ti può togliere».

L’errore di base Chiara lo racconta così: «Dottore, io che non bevo, non fumo, non mi drogo, non ho ludopatie, non vado a donne, non perdo tempo sul cellulare, posso vivere fino a cent’anni? Risposta: Sì, ma cosa campi a fare?». Sembra infatti che lo star bene sia tutto un togliere, quindi il contrario della libertà, quando invece la vera libertà è il non essere schiavi delle dipendenze e delle abitudini malsane che, mentre elargiscono fugaci appagamenti, ci svuotano dentro.

Ai tanti giovani che chiedono a Chiara: «Se tolgo tutto, cosa mi resta?». Lei risponde: «Ti resta un cuore capace di lasciarti raggiungere dall’amore di Dio, perché è solo svuotati dalla spazzatura che ci avvelena che possiamo sperimentare la gioia profonda. Se viviamo la Parola - continua - la verità ci rende liberi. È tutto qua: essere innamorati della Parola. Non risparmiamoci mai nell’amore, innamoriamoci del Vangelo, viviamolo senza mezze misure finché non sentiamo quella pienezza che ci toglie i veleni e ci riveste di luce per darci il Tutto che è Dio».

Per aiutarci ad apprendere quest’arte di amare, Chiara ha creato un percorso innovativo di conoscenza di sé e guarigione interiore: la Spiritherapy.

Il suo entusiasmo è travolgente: «È bellissimo, ragazzi, sperimentare la libertà interiore del vivere nella verità. Richiede fatica? Sì. Richiede sofferenza e sacrificio? Sì, ma il dono è che vedremo prodigi». Il mezzo per spezzare le catene del giogo, afferma, è Gesù: «Non c’è niente che il Signore non possa fare, ma ha bisogno della nostra disponibilità e di tutto il nostro impegno perché la libertà è un dono talmente sacro che nemmeno Dio, che è Dio, osa infrangerla. Pensate che roba incredibile! E drammatica».

Osservo il volto di questa donna: i suoi occhi irradiano luce. «Non accontentiamoci di vivacchiare, svegliamoci! Ciascuno di noi ha un suo disegno. Realizziamolo. È troppo brutto trovarci alla sera della vita, guardarci indietro e dire: ho sprecato l’unica vita che mi è stata donata davanti alla Playstation, internet, tv, sballo, dosi di sesso, elemosine di piacere… Troppo brutto».

Forse non a caso le parole di Chiara ci arrivano in questo giorno di silenzio. Gesù giace nel sepolcro e tutta la creazione sembra sospesa in attesa del passaggio dalla morte alla vita che, per noi, diventa anche un passare oltre le nostre piccole morti quotidiane fatte di inquietudini stantie.

Questa notte ci ricorda che la Verità non può essere seppellita in una tomba, che la Luce vince sempre sull’oscurità, che aprire il cuore è indispensabile per cogliere il sussurro interiore di questo Sabato Santo e che passare-oltre i nostri limiti mentali e «cardiaci» permette il germogliare in noi di nuovi sorrisi. E allora buona Pasqua, buona festa del cambiamento e del passaggio da ciò che finisce a ciò che inizia!

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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