Dopo il nulla di fatto della terza giornata di votazioni, un mite di natura come l’ex sindaco di Brescia, il senatore forzista Adriano Paroli, inizia a dare segni di nervosismo. «Non possiamo andare avanti in questo modo. È poco comprensibile l’idea per cui il Quirinale debba essere per forza considerato il fortino prima della sinistra ed ora del Partito democratico».
Una reazione un po’ stizzita di fronte al rifiuto del centrosinistra di prendere in considerazione la terna proposta solo martedì (Pera, Moratti, Nordio) e già naufragata perché considerata irricevibile in primis dal partito guidato da Enrico Letta.




