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Italia ed Estero

IL PUNTO

Covid, tre regioni a rischio chiusure. Slitta la cabina di regia


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9 nov 2020, 09:49
Ambulanza in una via deserta - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Ambulanza in una via deserta - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Mentre dal mondo della sanità arrivano appelli alla chiusura totale, lo scontro istituzionale tra Governo e Regioni fa registrare nuove tensioni. Tanto che è slittata ad oggi la riunione della cabina di regia per l'emergenza Covid, rinviata ieri su richiesta di alcune Regioni. E le anticipazioni sul rapporto settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità sembrano preludere a cambiamenti nella mappa tricolore.

L'Alto Adige gioca d'anticipo e si autoproclama zona rossa. Campania, Veneto e Toscana rischiano di cambiare status dopo un fine settimana che in alcune città ha visto le strade dello shopping e della movida prese d'assalto anche senza mascherine.

Un migliaio le persone multate in tutta Italia, anche locali aperti in violazione delle norme. Nuovi focolai nelle Rsa.

In tutto il Paese i numeri sono in calo, con 32.616 i nuovi casi di contagio e 331 vittime nelle ultime 24 ore (rispettivamente 7.195 e 94 in meno rispetto agli aumenti del bollettino precedente) ma anche meno tamponi ('solò 191mila): l'incidenza dei positivi sui tamponi rimane del 17%. Resta da sbrogliare la matassa dei dati. Al lavoro sulle cifre e sui 21 parametri che stabiliscono le tre aree di rischio ci sono il governo, la cabina di regia sul Covid e lo stesso Cts.

Il «verdetto», con il consueto rapporto settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità, slitta rispetto ai tempi annunciati. Nella fase di validazione dei dati da parte delle stesse regioni, per la quale è prevista una tempistica massima di 24 ore, alcune hanno chiesto più tempo e l'incontro della Cabina di regia ci sarà soltanto nelle prossime ore.

L'Esecutivo, che vuole evitare problemi, sembra aver concesso la richiesta di proroga per dare modo ai territori di far arrivare tutti i dati necessari, per poi decidere le nuove misure. «C'è un rapporto serio tra le Istituzioni e sarebbe un reato grave dare dei dati falsi», chiarisce il ministro della Salute, Roberto Speranza, che torna sull'argomento delle restrizioni: «Il Dpcm che abbiamo approvato da cui derivano le ordinanze che io firmo è stato condiviso da tutto il Governo» e «non penso che sia un lavoro sporco firmare un'ordinanza che impone delle restrizioni, credo che sia un lavoro nobilissimo».

Ma c'è chi al contrario gioca d'anticipo. «Il Report 25 arrivato dal Ministero e dall'Istituto Superiore di Sanità conferma totalmente i dati del Report 24, su cui sono state fatte le valutazioni relative alla zona gialla della nostra Regione», annuncia il presidente della Liguria Giovanni Toti, spiegando che «tutti gli indicatori (nessuno escluso) sono considerati di qualità e 3 sopra il 90% (cioè di grande accuratezza). Per quanto riguarda l'Rt, i due valori medi di riferimento si confermano: sintomi 1,37; medio 1,48».

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