Italia e Estero

Falsificavano euro e valute estere, cinque misure cautelari

LANCIANO, 05 AGO - Cinque misure cautelari nell'ambito di un'indagine su un'organizzazione ritenuta responsabile della produzione e della vendita, anche all'estero, di valuta contraffatta. L'operazione 'Small Tower', condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria (Noam) di Napoli con il supporto di Europol e dell'Arma territoriale, è stata eseguita su ordinanza del gip del Tribunale di Lanciano, su richiesta della procura. Tre indagati, residenti tra Montenerodomo, in provincia di Chieti, e Roma, sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre per altri due, residenti ad Ascoli Piceno, è stato disposto l'obbligo di dimora. L'indagine, avviata nel dicembre 2024 e coordinata dalla procura di Lanciano, ha consentito di individuare un gruppo ritenuto dedito alla produzione di banconote contraffatte in euro e in altre valute, tra cui scellini tanzaniani, ugandesi e kenioti, lek albanesi e franchi della Comunità finanziaria africana (CFA). Secondo gli investigatori, la valuta falsa veniva commercializzata in diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna, Finlandia e Polonia, attraverso spedizioni postali e contatti sulla piattaforma Telegram, con pagamenti effettuati in criptovalute. Nel corso delle indagini sono state individuate e smantellate due stamperie clandestine a Montenerodomo, dove sono state sequestrate banconote contraffatte, apparecchiature di stampa, telefoni cellulari e altro materiale utilizzato per la produzione illecita. L'attività investigativa ha inoltre consentito di ricostruire le rotte internazionali del traffico e di contribuire all'arresto, in Finlandia, di due acquirenti in possesso della valuta contraffatta. Per le banconote in euro sequestrate la Banca d'Italia ha individuato otto distinte classi di contraffazione. Il 23 luglio il Tribunale del Riesame dell'Aquila ha confermato le misure cautelari e le contestazioni provvisorie nei confronti di tutti gli indagati, ritenendo sussistente il rischio di reiterazione del reato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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