Italia e Estero

Domani il Veneto vota per il fine vita, Zaia 'legge di civiltà'

VENEZIA, 01 SET - Sarà domani il giorno della verità per il Veneto, quando il Consiglio regionale prenderà una decisione sulla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Dopo un' intera giornata di discussione, la seduta è stata sospesa poco dopo le 19 e la votazione slitta quindi a domani, quando i 51 consiglieri si riuniranno nuovamente e riprenderanno con gli interventi e l'esame degli emendamenti. Se la proposta dovesse passare, il Veneto potrebbe essere la quarta regione italiana e la prima con un'amministrazione di centrodestra ad approvare il provvedimento. "È fondamentale ascoltare l'opinione di tutti", ha dichiarato nel suo intervento in aula il presidente del Consiglio Luca Zaia, da anni favorevole al provvedimento". Il progetto di legge, che definisce "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale", come da intitolazione, era già stato discusso in Consiglio veneto nel gennaio del 2024. Allora il 'parlamentino' di Palazzo Ferro Fini l'aveva bocciata per un solo voto, ma stavolta gli emendamenti potrebbero spostare l'ago della bilancia. Contrari al provvedimento sono gli esponenti di Fdi e Fn, mentre Lega, Stefani presidente e Fi lasceranno libertà di coscienza. All'inizio dei lavori, i consiglieri hanno votato e respinto la questione pregiudiziale sollevata dal consigliere Stefano Valdegamberi (Fn) sull'iter seguito dal provvedimento che, a quanto sostenuto, non sarebbe stato "sottoposto al vaglio delle Commissioni consiliari". Nei loro interventi in aula, sia il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani sia Zaia hanno insistito a sottolineare che la legge in esame non istituisce il suicidio assistito. Con il progetto di iniziativa popolare 'Liberi Subito', proposto dall'associazione Luca Coscioni, "possiamo solo prevedere l'organizzazione del percorso per il paziente che chiede alla sua Ulss di poter gestire il fine vita", ha ricordato Zaia. "Il suicidio medicalmente assistito è un istituto che è stato delineato dalle sentenze della Corte Costituzionale: dire che oggi si istituisce il suicidio medicalmente assistito è dire una cosa falsa", ha precisato Stefani. Alla discussione assistono anche gli attivisti come alcuni esponenti dell'associazione Luca Coscioni, tra cui Marco Cappato e Cristina Gheller, sorella di Stefano che ottenne il via libera al suicidio assistito e morì prima a causa della malattia. "Quello di oggi è un voto di responsabilità - ha detto Cappato -, ciascuno ovviamente si assume la propria". Presenti anche i militanti Pro Vita, che questa mattina si sono trovati all'esterno del palazzo per dire no alla proposta di legge.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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