Italia e Estero

Aldo Cazzullo racconta il Rinascimento, quando l'uomo era al centro

ROMA, 15 SET - ALDO CAZZULLO, "QUANDO L'ITALIA RINACQUE. IL NOSTRO RINASCIMENTO" (HarperCollins, pag. 285, euro 19,50). Dopo aver parlato con successo dell'Impero Romano, della Bibbia e di san Francesco Aldo Cazzullo, nel suo nuovo libro, da oggi in vendita per HarperCollins Italia, racconta un nuovo capitolo della storia e della cultura del nostro paese, ovvero: ''I Medici, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Ariosto, come il genio italiano ha rivoluzionato il mondo''. Rinascimento non è soltanto l'unica epoca della storia, dopo l'Impero romano, in cui l'Italia è al centro del mondo. Il Rinascimento è il motivo per cui la cultura italiana è tuttora importante per tutti i popoli, per ogni Paese. Perché il Rinascimento non è solo la creazione di meravigliose opere d'arte. È l'idea che l'uomo è al centro dell'universo, ogni uomo ha un rapporto diretto con Dio, davanti a Dio tutti gli uomini sono uguali, e ogni uomo - e ogni donna - ha una dignità che va sempre rispettata. ''Ecco l'intuizione dell'uomo rinascimentale'', scrive Cazzullo dal multiforme ingegno, giornalista, saggista, conduttore televisivo. "La vera grande conquista del Rinascimento. Ogni uomo è unico e irripetibile. Ogni uomo è al centro dell'universo, come l'uomo vitruviano disegnato da Leonardo dentro un cerchio perfetto. Ogni essere umano ha la sua dignità che va sempre rispettata. davanti a Dio tutti gli uomini sono uguali, e ogni uono ha un rapporto diretto con Dio''. Oggi i potenti della Terra negano tutto questo. Progettano un mondo post-umano, in cui l'uomo privato della sua dignità vede il proprio corpo sostituito dai cyborg e la propria mente sostituita dall'intelligenza artificiale. Il Rinascimento e l'Umanesimo cristiano sono l'unico antidoto a tutto questo. Un buon motivo per conoscerne la storia. E ritrovare l'orgoglio di essere italiani. La saga dei Medici, le loro congiure e la loro grandezza. Il genio di Leonardo, che intuisce il mondo che verrà. Raffaello, che porta Gesù sulla Terra e trasforma la Madonna nella mamma di ognuno di noi. Michelangelo, che l'autore considera il più grande artista mai esistito (un intero capitolo è dedicato a svelare il Giudizio Universale). Il coraggio di Cristoforo Colombo, che non fu il primo colonialista ma il nuovo Ulisse, che rivela all'umanità un Nuovo Mondo, cui sarà dato il nome di un altro grande italiano, Ameri go Vespucci: America. La fantasia di Ludovico Ariosto, che crea un universo. Poi le storie tragiche di Giordano Bruno, di Caravaggio e di Galileo chiudono una stagione irripetibile. In cui affondano le radici della nostra identità, e della nostra speranza per il futuro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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