Nel 2023 la retrocessione in serie C dopo i play out col Cosenza e la riammissione in serie B. Nel 2025 il terremoto che ha rischiato di far sparire il calcio da Brescia, risolto poi dalla nascita dell’Union per iniziativa di Giuseppe Pasini, club presentato il 17 luglio dello scorso anno in Loggia. Stavolta il «caso» Germani.
Da un lato, la squadra - proprio l’anno passato - aveva vissuto la stagione più incredibile della propria storia, arrivando fino alla finale scudetto. Dall’altro, oggi, dopo dieci anni di serie A, vive alcune fasi di incertezza che, a naso, non verranno chiarite in tempi brevissimi. Il colpo di scena, di fatto, è fin qui coinciso con lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione, composto da figure storiche per la palla a spicchi bresciana e lo sport in generale, da Bragaglio a Bonetti, passando per Dusina.
Sullo sfondo, i ventilati contatti tra la proprietà (rappresentata da Mauro Ferrari, ad di Germani Spa) e Matiasic, presidente di Trieste, deciso più che mai a portare un titolo sportivo a Brescia. L’ultimo passaggio? La domanda della Pallacanestro Brescia di partecipare alla Champions League. Del tutto inattesa. Insomma: d’estate non si gioca.
Ma, a Brescia, si trattiene il respiro.




