Che l’asticella fosse stata alzata si era notato quest’inverno, ma un anno fa nessuno avrebbe pensato che la remigrazione potesse entrare nel dibattito politico. C’è riuscito Roberto Vannacci ma anche il comitato «Remigrazione e riconquista», che martedì depositerà in Parlamento 150mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare.
Dietro quel testo ci sono Casapound, Rete dei patrioti, Veneto fronte skinheads e Brescia ai bresciani. È l’estremismo che si riorganizza e trova nuove valvole di sfogo, in un’Italia del 2026 già tendente a destra. È il fascismo (per stessa ammissione del leader Luca Marsella) che vuole istituzionalizzarsi senza snaturarsi.
Il terreno fertile di questo humus è stata proprio Brescia: È all’ombra della Loggia che lo scorso novembre si è tenuta la prima presentazione del comitato «Remigrazione e riconquista» in Italia, è sempre qui che si cavalca la protesta per l’apertura di una moschea alzando il livello dello scontro. È nel Bresciano che è nata l’associazione Vincenzo Gioberti, che auspica la restituzione agli italiani di un’«unità spirituale» perduta da ritrovare nell’identità cattolica da Ancien Régime e nelle radici locali. È un fronte non più silenzioso – nel 2027 giocherà un ruolo, seppur minoritario – che vuole chiudere l’Italia.



