Che cosa hanno in comune Bob Dylan e i Pooh? Potrebbe sembrare l’incipit di una barzelletta (nemmeno troppo divertente) anni ’70, ma invece è un quesito con una risposta ben precisa: perché sia il quartetto più longevo del pentagramma italico (a questo punto mi aspetto che spunti qualche documento che ne attesti la presenza sull’arca di Noè, del resto sono o non sono... gli orsacchiotti) sia Mr. premio Nobel sono stati recentemente ricevuti da Papa Leone XIV. O, per meglio dire, sono stati visti di fronte a Sua Santità.
Con la differenza che Roby, Dodi, Red e Riccardo apparivano compiti, in comprensibile soggezione di fronte a Papa Prevost. Quanto a Dylan, presentatosi con un cappuccio nero in testa e un ombrello, sembrava fosse lui a dare udienza al pontefice. Spiegandogli come e perché si debba parlare di pace.
Ammesso che abbia parlato, visto che mr Zimmerman non è proprio un personaggio ciarliero. Ma, del resto, non si alimenta il mito con sorrisi e atteggiamenti devoti. Il colpo di genio? Regalare la sua biografia. Al papa. Semplicemente imbattibile. Dimenticavo, a Leone XIV i Pooh hanno regalato un loro disco, «Parsifal». Chissà, magari lo riciclerà per i regali di Natale.




