C’è poco da dire. Come impone questa rubrica. Le difficoltà arrivano sempre quando non si capisce che è giusto fare posto. Cristiano Ronaldo che abbandona il ritiro del Portogallo perché non gioca è un esempio chiaro. Sei stato un fenomeno, ma adesso non è più il tuo tempo. Prima lo capisci, prima si mettono gli argini alle afflizioni e ai tormenti.
Brutale? Sì, senza dubbio. Ma la gestione di un gruppo purtroppo (c’è chi dice per fortuna) passa anche da questo. E la questione ha due dimensioni. Perché oltre al protagonista, oltre a chi non capisce che è arrivata la (meritata) pensione, c’è chi non ha la risolutezza per dire «grazie di tutto, ma ora abbiamo bisogno di altro». Le coccole, i baci e le carezze lasciano il tempo che trovano quando ci si trova davanti al tormento del nostro tempo: i risultati.
E l’avete capito che non stiamo più parlando solo di calcio, di ritiri e di spogliatoi. Servirebbe forse più audacia prima e meno stizza poi. Più consapevolezza e meno corteggiamento, quando peraltro la relazione è già finita. Anche perché se Leao fa vincere due partite ai lusitani, di Cristiano Ronaldo per un po’ non parlerà più nessuno. Ah… che difficile cosa la gestione.




