La robotica ha cambiato il modo di produrre, esplorare e curare. Oggi, nell’incontro con l’intelligenza artificiale, apre una nuova fase: macchine capaci di percepire l’ambiente e agire nel mondo fisico. Per un territorio industriale come Brescia, comprenderne l’evoluzione significa riconoscere le opportunità su cui costruire il proprio futuro. Alla fine degli anni Ottanta, lo sviluppo di robot industriali sempre più sofisticati ha accelerato la trasformazione delle fabbriche, aumentando la produttività e rendendo più sicuro il lavoro, attraverso l’automazione di attività gravose e pericolose.
Le competenze maturate nell’industria hanno contribuito allo sviluppo della robotica di servizio, portando le macchine in ambienti professionali e aprendo frontiere prima difficilmente accessibili: l’esplorazione degli oceani, le operazioni sulle stazioni spaziali, lo studio dei pianeti. In medicina, la robotica ha reso possibili nuove procedure chirurgiche di precisione e minimamente invasive, trasformando la pratica clinica.

Negli ultimi vent’anni si è consolidata la biorobotica, punto d’incontro fra bioingegneria, scienze della vita, neuroscienze e robotica. Una delle sue principali spinte è stata la realizzazione di arti artificiali, protesi ed esoscheletri per sostenere il movimento, recuperare funzioni perdute e potenziare le capacità umane. Lo studio degli organismi viventi ha inoltre ispirato nuovi modi di progettare sensori e sistemi di controllo.
In questo percorso si colloca anche la robotica umanoide, alimentata da due grandi filoni: le tecnologie dell’automazione industriale, soprattutto automobilistica, con i progressi nelle batterie e nella guida autonoma; e la biorobotica, che ha introdotto modelli ispirati alle neuroscienze, sensori tattili e tecnologie neuromorfe.
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale è già stata protagonista di questa storia. Machine learning, reti neurali e deep learning hanno migliorato le prestazioni dei robot e accelerato lo sviluppo dei sistemi di controllo. Il traguardo resta integrare percezione e azione: riconoscere ciò che accade e tradurlo in comportamenti adeguati. Oggi l’AI generativa e i grandi modelli linguistici, integrati con la visione e il controllo robotico, danno nuovo impulso alla Physical AI. Si apre così la possibilità di sviluppare applicazioni industriali e nuovi mercati. Brescia può mettere a frutto la solidità della propria manifattura, collegandola alla ricerca e a nuove competenze, per diventare un polo dell’innovazione.
È in questa prospettiva che si inserisce la Fondazione BIND: sostenere il territorio nel percorso verso l’innovazione attraverso la Physical AI. Questo speciale invita imprese e ricerca a confrontarsi su tale futuro. Un dialogo che può tradursi in progetti, investimenti e crescita territoriale.




