Adesso inizia ad esserci qualche punto fermo. Il primo è il verdetto ufficiale sul bivio che più ha fatto discutere negli ultimi mesi: non ci sarà un maxi polo per inglobare tutte le funzioni. La seconda certezza sta nella sua futura carta d’identità: la governance sarà affidata a una Fondazione e a una società di scopo.
Il suo destino (alias: linee guida e mission), sulla carta, è già scritto ed è nella mani di un project manager già ingaggiato e al lavoro. Ultima fondamentale questione: ora che la cornice è definita, serve un piano industriale di dettaglio. Che sarà in «pronta consegna» tra la fine di settembre e ottobre, così da arrivare entro la fine dell’anno con un puntuale schema di lavoro definitivo.





