Il mondo economico bresciano e la magistratura conoscono purtroppo bene il fenomeno delle società che illegalmente utilizzano fatture inesistenti (le cosiddette «cartiere»), una piaga che mina alle basi stabilità, credibilità e leale concorrenza dell’intero sistema economico. Lo sanno bene anche i professionisti e le società di consulenza che si trovano a dover affiancare clienti virtuosi ma rimasti incastrati nella rete creata da operatori opachi.
«Può infatti accadere che tra i partner, fornitori o clienti, di una impresa possa emergere la presenza di società “cartiere” - spiega Marco Sartori, amministratore di Complegal, pmi innovativa nata in seno allo Studio Bandera di Brescia (fornisce consulenza in ambito tributario, societario , giuridico e di compliance) -. Nella quasi totalità dei casi l’azienda, seppur totalmente estranea, si trova coinvolta nelle indagini per aver acquistato beni o servizi da fornitori responsabili di illeciti fiscali e tributari, trovandosi pertanto nella posizione di dover dimostrare, in sede fiscale e penale, di aver eseguito approfondite verifiche di legalità sui propri partner e fornitori, prima dell’avvio e nel corso del rapporto contrattuale».





