Chirurgia delle vene: una startup bresciana rivoluziona le cure

La Vcd Medical di Roncadelle ha raccolto in tre round finanziamenti per quasi 7 milioni
I protagonisti. Da sinistra Venturelli, Piccagli, Sina e Zanetti - © www.giornaledibrescia.it
I protagonisti. Da sinistra Venturelli, Piccagli, Sina e Zanetti - © www.giornaledibrescia.it
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Con legittimo orgoglio continuano a presentarsi come una startup anche se, al di là dei prossimi e inevitabili vincoli legislativi, per la loro consacrazione sul mercato medicale manca davvero poco. «Si è consolidata una proficua sinergia tra startupper e soci finanziatori», sottolinea Andrea Venturelli, fondatore di una delle migliori realtà del biomedicale bresciano (la Invatec, ceduta nel 2010 alla multinazionale americana Medtronic) e oggi impegnato su scala internazionale a far crescere nuovi potenziali protagonisti del comparto.

Come nel caso della Vcd Medical, startup che ha trovato casa nell’ex sede di Invatec/Medtronic, a Roncadelle, e che deve le sue origini a un progetto avviato da ex ingegneri sempre di Invatec/Medtronic.

«Vcd nasce da un’esigenza clinica, sollevata dal dott. Gastone Bergamaschi, chirurgo vascolare di Verona e specializzato nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica – puntualizza Venturelli – . Bergamaschi ha avuto l’idea iniziale, che "sulla carta” rappresentava una soluzione agli attuali trattamenti per le vene varicose come lo stripping e la legatura chiururgica (estremamente invasivi) o l’ablazione termica (che espone al rischio di bruciatura) o, ancora, all’iniezione di colle (che espongono a rischi non indifferenti)».

Insomma, il dott. Bergamaschi posa la prima pietra del progetto Vcd, ma il merito della sua messa a punto va dato in primis a tre ingegneri: Achille Sina, Francesco Piccagli e Davide Zanetti. Loro realizzano i prototipi del dispositivo che rilascia, per via percutanea ecoguidata, una «clip» polimerica da una sottile cannula metallica. Tale «clip», che altro non è che una piccola asta, ha lo scopo di chiudere meccanicamente (con una modalità più veloce e senz’altro poco invasiva), la vena malata, impedendo al sangue del paziente di refluire e risolvendo il problema alla base dell’insufficienza venosa.

Il punto

«Grazie al know how, ai link all’interno del settore, e alla grande disponibilità di partner e fornitori sul territorio nazionale e soprattutto bresciano - continua Piccagli -, si è capito che esistevano le condizioni per provare a costruire un piano di business a partire dall’idea di Bergamaschi, nel frattempo protetta da brevetto sempre grazie al supporto di società con sede nella nostra provincia. Ma per poterlo realizzare - aggiunge l’ingegnere -, era fondamentale reperire le risorse economiche e definire un piano strategico». Qui entrano in gioco Venturelli & soci.

«Fondamentale per noi è stato il contributo offerto da un gruppo di "angel investors" formato da Andrea Venturelli, Stefan Widensohler (suo socio in Invatec) e Tim Lenihan - ammette Piccagli -, i quali hanno fornito i primi capitali, il supporto strategico e le competenze». Tradotto in soldoni: con il primo round di finanziamento da 220mila euro è nata Vcd Medical, che ha iniziato a sperimentare la «proof-of-concept», ossia a testare i primi prototipi per provare, in modelli sperimentali, che l’idea avanzata Bergamaschi funzionasse. «Andrea, Stefan e Tim hanno apportato in Vcd non sono solo finanza, ma valore strategico e funzionale alla startup - riconosce Piccagli -. Un contributo determinante e che, peraltro, si è esponenzialmente rafforzato con la partecipazione al progetto di un altro gruppo di "investor" formato da ex dipendenti Invatec/Medtronic».

In una seconda fase, in effetti, gli stessi soci hanno deciso di finanziare Vcd Medical in un ulteriore round di investimento per 2,5 milioni di euro, che ha permesso alla startup bresciana la sperimentazione clinica del suo dispositivo (32 pazienti trattati sino ad oggi, con un follow up di oltre un anno), l’avvio alla certificazione negli Stati Uniti e in Europa e la presentazione dei risultati a congressi internazionali (Las Vegas, Parigi e prossimamente a Denver). «Con questo secondo round di finanziamento si è inoltre registrato l’ingresso in società, e nel Board, del Family Office di Singapore M&L Investments Healthcare Ltd (famiglia Kum), con il contributo fondamentale di Steven Kum, chirurgo vascolare di fama internazionale», svela Andrea Venturelli. Nei giorni scorsi, per di più, la Vcd Medical ha concluso un terzo round di finanziamento da 4,25 milioni di euro. sta concludendo il Round di Serie B di 4,25M di euro.

Nel frattempo, la realtà di Roncadelle ha ottenuto premi e riconoscimenti come startup innovativa da i3p, eitHealth, Bioindustry Park, UniCredit Start Lab, e classificandosi al primo posto al Premio Gaetano Marzotto all’Italian Tech week nel 2022. «Concluso il terzo round di investimento - chiosa Venturelli - puntiamo al lancio commerciale del nostro dispositivo negli Usa, a partire dalla seconda metà dell’anno. Ci concentreremo su un primo gruppo di cliniche statunitensi, in modo da confermare il valore di Vcd, risultando la nuova alternativa gold-standard per il trattamento dell’insufficienza venosa cronica».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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