Far Medical Solutions, la startup che sviluppa progetti biomedicali

Quando si dice, seguire un progetto dalla A alla Z. La bresciana Far Medical Solutions fa esattamente questo, che per il settore biomedicale in cui opera, non è proprio una bazzecola. La startup di Concesio si muove in uno dei comparti più complessi in assoluto, vale a dire quello della produzione e distribuzione di dispositivi medici e materiali biomedici, siano essi diagnostici o terapeutici: il comparto, in Italia, genera un mercato che vale quasi 19 miliardi di euro tra export e mercato interno, e conta oltre 4mila imprese, per la maggior parte Pmi (dati Assobiotec).
La storia
Nata nel marzo del 2022 dal sodalizio imprenditoriale tra tre colleghi (Fabio Sanna, Roberta Bosio ed Alessio Ziletti, al tempo al servizio di un’altra azienda del settore) e con il supporto di Cassa Padana Bcc con la consulenza della divisione Corporate, la startup (il nome Far deriva dalle iniziali dei tre founder) comincia ad operare essenzialmente nell’ambito della consulenza qualitativa, regolatoria e tecnica (ad esempio, per la marchiatura Ce) per le aziende del settore medicale.
Tra il dire e il fare, però, si sa, il passo è breve, e nell’arco di pochissimo tempo i clienti cominciano a chiedere di più, tanto che i tre soci fondatori iniziano a valutare l’idea di avviare una vera e propria produzione di semilavorati medicali e dispositivi medici finiti conto terzi, tutti realizzati in ambiente controllato (camera bianca). Anche il biomedicale, però, non vive di sola passione, e per dare ali e corpo ai sogni ha bisogno di fondi, che per Far Medical arrivano nel maggio 2024: l’azienda vince un bando Invitalia che finanzia il progetto aziendale di avvio attività produttiva per un valore complessivo di circa 900mila euro. I founder possono così finalmente passare dalle parole ai fatti, ed acquistano una camera bianca di circa 150 mq per la produzione e l’assemblaggio dei componenti, nonché un primo estrusore mono-layer.

Così, a inizio settembre 2024, dopo l’assunzione anche di un dipendente tecnico, l’attività produttiva prende ufficialmente il via. In pochi mesi un altro socio entra nel capitale e, ormai nel 2025, la startup inizia a crescere davvero: aumentano le risorse (oggi conta 10 dipendenti, tutti di alta specializzazione); aumentano gli investimenti (a breve arriverà anche un nuovo modernissimo estrusore tri-layer) ed anche i progetti che l’azienda ha «in pancia».
Il futuro
«Il nostro obiettivo entro il 2030, ma forse arriverà anche prima, è di arrivare ad un fatturato di circa 2 milioni e mezzo di euro annui con un organico di 18 persone», spiega Fabio Sanna, che si sofferma il valore aggiunto della startup.
«In Italia come in Europa – tira corto – si contano sulle dita delle mani le realtà che come la nostra sono in grado di accompagnare un cliente dall’idea sino alla certificazione europea, sviluppando tutto internamente». Inutile dire che le ambizioni di Far Medical Solutions sono alte. «Per ora lavoriamo solo in Italia e in Europa, ma stiamo seminando già per allargare i nostri orizzonti – conclude Sanna –. Siamo appena rientrati da una fiera a Dubai e siamo riusciti ad aprirci un mercato negli Emirati Arabi. Le prossime tappe saranno gli Stati Uniti e, magari, anche il Giappone».
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