A Brescia giù la richiesta di elettricità anche grazie al fotovoltaico
Fatto: i consumi vanno sempre più elettrificandosi. Le automobili elettriche, i piani cottura a induzione al posto di quelli a gas, le pompe di calore per il riscaldamento domestico che sostituiscono le caldaie… Nel futuro prossimo servirà dunque una rete elettrica sempre più potente ed efficiente, oltre che sostenibile.
Altro fatto: il fotovoltaico sta andando molto bene. Secondo i dati diffusi dal Barometro del Fotovoltaico di Elmec Solar, in Italia nel 2024 gli impianti a energia solare sono aumentati del 27% rispetto all’anno precedente (sono più di 1milione e 600mila le unità). Secondo A2A dal 2022 si può parlare addirittura di un +88%. Una buona notizia: gli impianti fotovoltaici privati saranno essenziali e daranno una grossa mano a raggiungere quell’efficienza elettrica di cui parlavamo.
I dati bresciani
A confermare questo quadro sono anche le cifre diffuse da A2A: in quanto multi-utility bresciana può rappresentare un buon campione per la città e per la provincia, pur non essendo l’unico fornitore di energia elettrica. A2A non parla direttamente di impianti fotovoltaici installati, ma ragiona sui consumi medi di energia elettrica domestica.
Un raffronto tra i mesi primaverili ed estivi degli ultimi tre anni mostra infatti un decisivo calo del flusso di energia elettrica erogata: se nel luglio del 2022 (mese tra i più caldi degli ultimi anni) si registrò un picco di 198 GWh tra Brescia e provincia, nel 2024 si è passati a 169 GWh. Non si tratta però di un mero calo dei consumi: probabilmente, si intuisce, i consumi sono simili.
A cambiare è l’approvvigionamento: l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici non rientra nel conteggio poiché i Pod (i punti fisici di immissione di energia elettrica) non la rilevano. La diminuzione, dunque, potrebbe essere dovuta proprio a questo.
Le utenze gestite da A2A
Il quadro fornito da A2A è parziale ma significativo. Attraverso Unareti l’azienda gestise in provincia di Brescia una cinquantina di Comuni, con 10 cabine primarie (quelle che trasformano l’alta tensione della rete nazionale in media tensione) e 1.450 secondarie (quelle che trasformano la media tensione in bassa tensione) solo nell’hinterland del capoluogo. Tra Alto Garda e Valsabbia si contano 13 cabine primarie e 1.300 secondarie.
I Pod gestiti sono 244mila. Per ora: è in fase di completamento l’operazione con Enel Distribuzione per gestire congiuntamente anche i Comuni della Val Trompia (con un aumento di circa 65mila Pod).
La nuova consapevolezza
L’ipotizzato incremento dei pannelli solari installati - possibile grazie agli incentivi come il 110% - non giustifica solo il calo del flusso di energia sulla rete, ma riflette la tendenza a cercare nuove forme di energia e a cercare di limitare i costi lievitati con il caro-energia. Soprattutto parla di una nuova consapevolezza che può portare anche a un taglio dei consumi.
Gli utenti, dicono da A2A, dimostrano una sempre maggiore attenzione rispetto ai consumi. Che continuano a calare, anche grazie all'utilizzo di elettrodomestici e impianti più efficienti.
Gli investimenti a Brescia
Gli impianti fotovoltaici saranno essenziali durante la transizione energetica e sosterranno concretamente l’efficientamento della rete elettrica, dice A2A. Che dal canto suo sta mettendo in campo diverse risorse per far sì che l’approvvigionamento di energia sia davvero sostenibile e sempre meno dipendente dai combustibili fossili.
Tra 2020 e 2022 Unareti ha investito 125 milioni di euro sulla rete elettrica bresciana, ma è soprattutto il piano industriale 2024-2035 di A2A che potrebbe giocare un ruolo decisivo.
16 miliardi di euro sono destinati proprio alla transizione energetica e quindi all’implementazione degli impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici (per esempio). 900 milioni andranno poi alla manutenzione di tutta la rete, all’installazione di nuove cabine primarie e allo sviluppo di oltre 200 km di linea di media tensione.
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