Eccola, la villa romana nuvolentese. Strappata alle viscere della terra, riportata alla luce dopo che le tenebre, per due millenni o poco meno, ce ne avevano precluso gli splendori.
L'edificio, distribuito su una superficie di oltre mille metri quadrati, risale alla piena età imperiale. Le sue dimensioni, le dipinture degli intonaci, il sontuoso abside, le tracce - individuate negli immediati paraggi - di altre costruzioni minori, destinate ad una numerosa servitù: tutto conferma che siamo di fronte all'abitazione di una famiglia di censo elevatissimo.
«La villa - spiega l'assessore alla cultura, Roberto Bonzi - sorge in un sito di proprietà comunale. Era stata individuata alla fine degli anni Ottanta, ma, nell'impossibilità di reperire i fondi necessari, il suo recupero era stato sempre rinviato. Due anni fa, la nostra amministrazione è riuscita a farla inserire tra i progetti archeologici prioritari della Lombardia, e ad ottenere dal Pirellone un cospicuo finanziamento che ha permesso all'operazione di decollare».
Gli scavi, svolti sotto la guida costante della Soprintendenza, si sono da poco conclusi, rivelando l'intero disegno architettonico della struttura, con le sue numerose stanze, gli accessi, l'abside, il cortile. Di notevole interesse sono i ritrovamenti: vasellame, ceramiche, oggetti di vetro e di bronzo, che in parte saranno accolti nel piccolo museo previsto all'interno della nuova sede della biblioteca. Ed ancora, stucchi modanati e frammenti di affreschi policromi.
Decisamente, i padroni di casa non badavano a spese. Né lesinavano, come si ricordava, sul personale di servizio, le cui dimore, infinitamente più modeste, erano state fatte costruire - cosa non molto frequente all'epoca - nelle adiacenze della villa. «Resti analoghi - aggiunge l'assessore Bonzi - si trovano con ogni probabilità anche oltre l'attuale perimetro interessando l'area contigua, che pure è di proprietà comunale. Nulla esclude quindi che in futuro, se ci saranno i soldi, si possano eseguire scavi ulteriori».
Intanto, alla villa romana si danno gli ultimi ritocchi, in vista dell'imminente apertura al pubblico. Vengono posate alcune panchine, si predispongono i pannelli esplicativi. Una pista ciclabile raccorderà il sito con la splendida pieve, gioiello e vanto dei nuvolentesi, che eleva il suo campanile a nemmeno 500 metri da qui, in una sorta di dialogo ravvicinato tra civiltà.
Entrambe, pieve cristiana e villa pagana, saranno agevolmente raggiungibili dalla Gavardina, che passa a breve distanza, offrendo agli amanti delle escursioni, a piedi o sulle due ruote, la ghiotta opportunità di un itinerario naturalistico e ambientale tutto da scoprire e da apprezzare.
L'inaugurazione ufficiale della villa è in programma sabato 29 settembre, alle 17.30. L'appuntamento è stato inserito tra quelli delle Giornate europee del patrimonio, a conferma della straordinaria importanza riconosciuta al progetto nuvolentese.
Enrico Giustacchini
Nuvolento, recuperata la villa romana
Il 29 settembre il taglio del nastro, gli scavi hanno evidenziato la ricchezza dell'edificio di età imperiale.

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