A Montichiari Togni contro Morandi: programmi alternativi che convergono sull’ambiente

Giulia Bonardi
Da una parte c’è la proposta di «Progetto Montichiari», dall’altra quella di «Montichiari Dinamica»
Il municipio di Montichiari - © www.giornaledibrescia.it
Il municipio di Montichiari - © www.giornaledibrescia.it
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Da una parte la proposta «Si continua!» lanciata dal sindaco uscente Marco Togni, dall’altra invece la proposta di «cambiare, cambiare in meglio» dello slogan di Beatrice Morandi, consigliere di opposizione uscente ed ex assessore (durante il «governo» Fraccaro): gli elettori dovranno fare la loro scelta tra queste due alternative di governo.

La sfida elettorale nella capitale della Bassa, infatti, non è «trafficata» come nel 2019, quando i candidati erano ben sei: è un match fra due volti civici noti, sostenuti rispettivamente da quattro liste. Con Togni e il suo «Progetto Montichiari» ci sono i simboli dei partiti di centro-destra e una squadra civica (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Togni sindaco si continua!); con Morandi invece c’è la nuova lista civica «Montichiari Dinamica», che racchiude più voci, il Pd, il Comitato civico Fraccaro e il Movimento civico centro destra Montichiari, dunque, in generale, si tratta di un gruppo definito «trasversale» che «va al di là delle logiche politiche nazionali».

Opere e proposte

Passando ai programmi, innanzitutto per Morandi il «cambiamento» è proporre alla cittadina «una visione a lungo termine e non solo a breve termine» nella direzione del rilancio, di una maggiore apertura di Montichiari all’esterno, di una valorizzazione turistica; intende farlo avendo come stella polare l’importanza di «mettere al centro le persone, accorciando le distanze Comune-cittadini»: tra le proposte peculiari, infatti, c’è l’«assessorato alla felicità» contro la solitudine e puntando sul benessere dei cittadini (perseguibile con interventi sportivi, culturali, sociali, di tutela ambientale e in termini di servizi assistenziali ecc...). Sempre parlando di peculiarità, un grande sogno caratteristico è quello di una pista ciclabile (magari partendo da un accordo) che colleghi Montichiari al lago di Garda (ma, innanzitutto si desiderano collegamenti ciclabili tra frazioni e centro).

Il «Progetto Montichiari» di Togni prevede sempre come fondamenta l’«Abc», ossia «ascolto, buonsenso e concretezza» e punta, in primis, a un obiettivo: terminare e portare a concretizzazione le opere pubbliche che hanno ottenuto i fondi del Pnrr. «Bisogna terminare le opere entro giugno 2026 per poi rendicontarle, altrimenti il rischio è di dover restituire i fondi: anche per questa ragione, è importante che Montichiari scelga la continuità e quindi la nostra Amministrazione», ha ribadito più volte Marco Togni.

A proposito di opere in generale, ad esempio, c’è da realizzare l’asilo nido ai Chiarini (e poi si vuole demolire l’ex scuola e creare lì un nuovo parco), terminare la Caserma dei Carabinieri e specialmente c’è il grande obiettivo di dotare il velodromo (si attende il via imminente per la sua riapertura) di strutture per dare forma a un centro nazionale ciclistico, ma il desiderio in ambito sportivo è anche di dare concretezza al progetto di una città dello sport, collegando i molti impianti monteclarensi.

Per entrambi, viste le note criticità monteclarensi, la tutela ambientale è fondamentale: tra le volontà comuni, quella di portare avanti la lotta contro il depuratore del Garda e proteggere il Chiese, la difesa costante del «fattore di pressione» e, a proposito di discariche, l’attenzione alle mitigazioni e quindi la messa in atto del progetto «bosco di pianura» di Vighizzolo che di recente ha avuto una svolta significativa verso la concretizzazione.

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