Educazione Finanziaria

«Educare i giovani a scegliere consapevolmente»

Intervista a Loris Bellina, formatore di Tertio Millenio Ets, sull’importanza dell’educazione finanziaria nelle scuole ed il ruolo degli istituti di credito: «Le Bcc sono protagoniste sul territorio»
L'educazione finanziaria deve iniziare fin da piccoli
L'educazione finanziaria deve iniziare fin da piccoli

La consapevolezza economica si costruisce fin da giovani, imparando a conoscere il valore del denaro, a pianificare le spese e a valutare le conseguenze delle proprie decisioni. È l’obiettivo dell’educazione finanziaria, entrata nei programmi delle scuole superiori nell’ambito dell’educazione civica.

A promuoverla è anche la Fondazione del Credito Cooperativo Tertio Millennio - Ets, ente filantropico senza scopo di lucro a cui aderiscono 109 realtà tra banche di credito cooperativo, federazioni locali ed enti di sistema. Ne parliamo con Loris Bellina, formatore della Fondazione Tertio Millennio.

Perché è importante introdurre l’educazione finanziaria nelle scuole superiori? Quali sono le lacune più evidenti tra i giovani?

L’educazione finanziaria è già parte dei programmi scolastici delle scuole superiori, inserita nell’ambito della materia curricolare dell’educazione civica grazie alla Legge Capitali (21/2024). Questo traguardo è stato raggiunto anche in risposta allo scarso livello di conoscenze in materia che i giovani, ma anche gli adulti italiani, dimostrano. L’ultima indagine di Banca d’Italia su questa fascia di popolazione, realizzata nel 2023, restituisce un quadro abbastanza critico: solo il 35% dei giovani tra i 18 e i 34 anni ha dimestichezza con concetti fondamentali dell’economia, quali inflazione, tasso d’interesse o diversificazione del rischio. Possedere queste conoscenze consente di applicarle ai casi reali, formando competenze che accompagneranno i ragazzi per tutto l’arco della vita e li aiuteranno a compiere scelte consapevoli.

Come si insegna a gestire il denaro e a pianificare un budget?

Nei corsi proposti dalla Fondazione nell’ambito del progetto “Finanza Epica!” diamo particolare attenzione al tema del futuro e all’importanza del denaro in relazione alla realizzazione di un progetto. Ci sono tanti esempi storici e letterari che ci ammoniscono sugli effetti della ricerca del profitto in sé e per sé. Pensiamo a Mazzarò, il celebre protagonista dei “Malavoglia” di Verga: dopo aver accumulato beni per tutta la vita, al termine della sua esistenza desidera che tutti questi beni muoiano con lui e siano distrutti. Gestire un budget e pianificare sono azioni che servono a raggiungere obiettivi di vita, come acquistare una casa, finanziare gli studi o comprare un’automobile. Sono progetti, quindi qualcosa di “lanciato avanti”, indissolubilmente legati al futuro.

Quale ruolo può avere una banca nel percorso di autonomia finanziaria di un ragazzo? Quanto conta la relazione con un consulente di fiducia?

Le banche possono essere protagoniste dell’alfabetizzazione finanziaria, grazie a collaboratori preparati e alla capillare diffusione delle filiali sul territorio. In particolare, le Bcc possono svolgere un ruolo di primaria importanza perché hanno statutariamente la missione di promuovere l’educazione al risparmio e alla previdenza. È fondamentale, però, mantenere centrale la distinzione tra attività formativa e divulgativa e promozione. L’educazione finanziaria deve essere caratterizzata da alterità e imparzialità: è un ruolo di grande responsabilità, che potremmo definire un dovere civico.

Il conto corrente è il primo passo per gestire autonomamente il proprio denaro?

Per un giovane, come per un adulto, è fondamentale disporre di un codice Iban. Pensiamo all’accesso al mercato del lavoro: per ricevere lo stipendio è indispensabile, sia che sia collegato a un conto corrente sia a una carta conto, una carta ricaricabile che, oltre alle funzioni di una prepagata, possiede quelle di base di un conto corrente. Con il conto corrente, o la carta conto, una persona diventa autonoma nella gestione delle proprie finanze: può inviare e ricevere bonifici, ricevere lo stipendio e domiciliare le bollette. In una parola, è “bancarizzata”. Ma è altrettanto importante essere anche “alfabetizzati” finanziariamente: controllare l’estratto conto e, e, magari attraverso apposite applicazioni, redigere il proprio bilancio, unico vero sistema per tenere sotto controllo entrate e uscite e consumare con maggiore consapevolezza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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