La storia di Michele Grazioli, software developer prima per aiutare il padre e poi perché ha capito che il mestiere gli riusciva bene, da tempo ha trovato spazio anche su tutte le testate nazionali e VedrAI, con le due lettere finali maiuscole perché stanno per Artificial Intelligence, continua a correre di passo svelto: dopo i primi 32 investitori che hanno portato 5 milioni (tra cui ci sono Sandro Veronesi di Calzedonia, il calciatore Giorgio Chiellini, l’imprenditore bresciano Ettore Lonati piuttosto che il pilota Valentino Rossi) in due anni il 26enne manager ha raccolto quasi 50 milioni di euro di investimenti con un aumento di capitale da più di 40 milioni condotto e annunciato ieri da Azimut, che ai propri clienti ha dato la possibilità di un investimento diretto attraverso un veicolo dedicato in VedrAi.
Obiettivo della ormai non più newco, ma company, è quello di portare l’intelligenza artificiale dappertutto, renderla accessibile anche alle imprese minuscole, aiutando gli imprenditori nelle decisioni su processi che oggi sono nuovi e domani già vecchi non permettendo quindi errori i cui effetti sarebbero ancor più pesanti per effetto delle scarse risorse finanziarie di cui soprattutto le piccole e medie imprese dispongono. Quello dell’intelligenza artificiale è settore in crescita: il mercato è stato valutato, globalmente, 50 miliardi di dollari nel 2020 e si prevede che raggiungerà 640 miliardi entro il 2028.



