L’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea la nona e penultima rata del Pnrr, pari a 12,8 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva del 29 aprile scorso, collegata al conseguimento di 50 obiettivi, suddivisi in 34 target e 16 milestone. Con questo pagamento, le risorse complessivamente ricevute dal nostro Paese raggiungono i 166 miliardi di euro, a conferma della piena attuazione del piano entro i tempi previsti e del corretto avanzamento delle riforme e degli investimenti strategici.
Tra le riforme incluse nella nona rata, spiccano l’attuazione del programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) e l’adozione del rapporto finale del Piano di audit, un importante strumento per consolidare i risultati ottenuti nella riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, che oggi liquidano i fornitori con tempi medi inferiori a trenta giorni.
Investimenti
Sul fronte degli investimenti, le iniziative riguardano diversi settori chiave. Il Fascicolo sanitario elettronico è stato esteso all’85% dei medici di base e i servizi di telemedicina raggiungono 300.000 cittadini. Il parco tecnologico e digitale ospedaliero è stato ammodernato in 280 strutture, mentre la distrettualizzazione di 45.000 reti ha consentito una significativa riduzione delle perdite idriche. La flotta del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è stata rinnovata con 3.800 nuovi veicoli, migliorando efficienza e sicurezza. Il programma Gol ha raggiunto 3 milioni di beneficiari e 600.000 persone sono state formate, mentre 326 centri per l’impiego sono stati rafforzati per migliorare l’occupazione sul territorio.
Nel settore educativo, 44.000 minori nel Mezzogiorno hanno ricevuto supporto e 650.000 tra dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo hanno beneficiato di formazione digitale. Anche il Servizio civile universale ha visto 8.300 volontari acquisire competenze digitali grazie alle organizzazioni accreditate.
Tra gli interventi a favore delle imprese, 4.000 attività turistiche hanno ottenuto il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività, mentre 100 parchi e giardini storici sono stati oggetto di riqualificazione. Parallelamente, sono stati avviati accordi attuativi per la tempestiva attivazione del Fondo nazionale di connettività, del Fondo rotativo contratti di filiera, del Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari e della Facility parco agrisolare, investimenti strategici previsti dall’ultima revisione del Piano.
L’Italia continua quindi nel percorso iniziato nel 2021, anno in cui sono iniziate le erogazioni dei fondi Ue provenienti dal Recovery Fund, destinati al finanziamento del Pnrr. Dei 139,9 miliardi di euro incassati sin qui, 24,9 miliardi sono giunti nel 2021 (prefinanziamento del 13 agosto), 42 miliardi nel 2022 (due rate da 21 miliardi, il 13 aprile e l’8 novembre), 35 miliardi nel 2023 (rata da 18,5 miliardi il 9 ottobre e rata da 16,5 miliardi il 28 dicembre), e 19,7 miliardi nel corso del 2024 (due rate, 11 miliardi il 5 agosto e 8,7 miliardi il 23 dicembre). L’ottava rata da 12,8 miliardi è stata approvata il 1 dicembre 2025 e versata il 30 dicembre. La nona rata, approvata il 29 aprile 2026, è stata erogata il 4 giugno 2026.
Il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis ha salutato con favore l’erogazione della nona rata del Pnrr all’Italia, scrivendo su X: «Congratulazioni all’Italia».
🇮🇹 Congratulazioni all'Italia! https://t.co/5KJsriu0Xt pic.twitter.com/98OxxzkYR3
— Valdis Dombrovskis (@VDombrovskis) June 4, 2026
Il ministro a Brescia
«Siamo a un buon punto, discreto o ottimo a seconda dei punti di vista. Con l’erogazione della nona rata siamo ormai all’ultimo miglio: quello della decima rata, che ovviamente è il più difficile da percorrere, perché i tempi sono molto ristretti. Ma resto ottimista». Sono le parole del ministro per il Pnrr Tommaso Foti durante la visita all’Its Machina Lonati di Brescia.
Il ministro ha espresso apprezzamento per la struttura bresciana e per gli investimenti realizzati grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Sono certo che anche il sistema delle imprese, nel suo complesso, da questi investimenti e da queste politiche non possa che trarre benefici».
Foti ha poi affrontato il tema delle scadenze che Comuni e pubbliche amministrazioni sono chiamati a rispettare. «Penso che siano stati fatti grossi passi in avanti rispetto alla capacità amministrativa degli enti locali – ha osservato –. Certo, c’è un’Italia fatta di Comuni con cento abitanti e Comuni con un milione e mezzo di abitanti, Comuni con due dipendenti e Comuni con ventimila dipendenti. Fare confronti è sempre difficile e, in questo caso, anche antipatico».

Secondo il ministro, però, il lavoro portato avanti finora mostra una mobilitazione diffusa. «Posso dire di aver registrato un impegno corale per cercare di raggiungere gli obiettivi. I target fissati a livello europeo sono inferiori rispetto a quelli che abbiamo dato ai Comuni, che sono molto più alti. Ci siamo quindi tenuti una quota di riserva per raggiungere gli obiettivi e poi valuteremo quali progetti, per cause specifiche, non potranno essere conclusi, cercando comunque di farli arrivare a compimento».
Il ministro si è soffermato sul ruolo dell’Europa per un territorio manifatturiero come quello bresciano. Le priorità sono due: semplificazione e sostenibilità. «Dobbiamo semplificare la vita agli imprenditori, non riempiendoli di carte inutili nel momento in cui parliamo di digitalizzazione. E dobbiamo smettere di credere che sia impossibile la convivenza tra ambiente e industria. Contrariamente a quello che si pensa, i primi interessati a una politica ambientale sono proprio gli imprenditori».



