«Dobbiamo cercare di semplificare la vita agli imprenditori non riempiendoli di carte inutili nel momento in cui parliamo di digitalizzazione, ma anche non credere che sia impossibile la convivenza tra ambiente e industria, perché contrariamente a quello che si pensa i primi interessati alla politica ambientale sono proprio gli imprenditori». Sono parole del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, ieri a Brescia per una visita alla sede di via Cefalonia 77 dell’Its Machina Lonati, a cui hanno partecipato anche esponenti della politica e dell’industria bresciana. Un’occasione per fare ascoltare la voce delle imprese del territorio, ma anche per fare il punto sull’avanzamento del Pnrr, di cui ieri è stata erogata all’Italia la nona – e penultima – tranche da 12,8 miliardi euro.
Il sistema Brescia
Foti ieri ha avuto modo di incontrare a pranzo il presidente del gruppo Feralpi e di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, mentre nel pomeriggio, durante la visita guidata alla Machina Lonati (inaugurata l’anno scorso anche grazie a fondi Pnrr), è stato accompagnato anche da Elisa Torchiani e Franco Gussalli Beretta, rispettivamente vicepresidente e past president di Confindustria Brescia. «Questa è una delle aree più produttive d’Italia, con un significato forte anche in termini di esportazione», ha detto Foti. Gli imprenditori bresciani, ha spiegato, «chiedono soprattutto che ci sia un prezzo dell’energia che consenta di essere competitivi sui mercati».
Il nuovo Piano finanziario plueriennale 2028-2034 dell’Unione europea, ha aggiunto Foti, «prevede 400 miliardi sulla competitività: visto che non sono risorse preassegnate, ma risorse a progetto assegnate dalla Commissione Ue, se noi come sistema Paese non ci attrezziamo per presentare progetti di filiera e robusti sotto il profilo strutturale, non batteremo chiodo».
Il punto sul Pnrr
Foti ha visitato i laboratori del dipartimento di moda e design in via Cefalonia, realizzati anche con risorse Pnrr. Proprio ieri l’Italia ha tra l’altro ricevuto la nona tranche del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Siamo a un punto buono, discreto o ottimo a seconda dei punti di vista – ha detto Foti –. Con l’erogazione della nona rata siamo all’ultimo miglio, che è quello della decima rata, il più difficile da percorrere perché i tempi sono molto ristretti. Ma rimango ottimista perché quando visiti strutture come l’Its e vedi come sono stati impregnati i fondi del Pnrr per quanto riguarda le attrezzature hai solo da dire “grazie”. Sono certo che anche il sistema delle imprese nel suo complesso non può che trarre opportuni benefici da queste politiche di investimento».
La nuova sede Machina Lonati
Accanto alla sede di via Cefalonia dell’Its Lonati visitata da Foti ne sorgerà un’altra, in un’area tra Banca Intesa e il parco Tarello messa a disposizione dall’isituto di credito per quarant’anni. Vi verranno trasferite diverse attività dell’academy, ma ci sarà spazio anche per aziende del territorio e start-up. L’idea è di posare la prima pietra entro la fine dell’anno: il progetto esecutivo verrà presentato dopo la gara d’appalto che sarà a inizio luglio. Ci saranno tre lotti, il primo di 8mila metri quadri, dal costo compreso tra 8 e 9 milioni di euro, spiega l’ad di Machina Lonati Giovanni Lodrini, che ha promesso: «Sarà una sede ancora più all’avanguardia e tecnologica».




