Gli ulivi di Montisola protetti «da remoto» da parassiti e patogeni

I parassiti degli ulivi sono il nuovo «tallone d’Achille» dell’olivicoltura. Il settore è costretto ogni anno a confrontarsi con problemi di vario genere, in base soprattutto anche alle condizioni climatiche, e le rese delle raccolte sono sempre più condizionate dalla presenza di mosca olearia, euzofera, tignola e malattie funginee, come l’occhio di pavone, la lebbra e i patogeni che causano la cascola precoce.
Svolta
Il 2026 promette di essere l’anno della svolta, o almeno quello in cui verrà messo a regime e in campo il nuovo progetto sperimentale di «monitoraggio dei parassiti degli uliveti da remoto». Protagonisti della decisione e poi della predisposizione del lavoro sono stati Coldiretti, Aipol e il Comune di Montisola. «L’idea di intervenire è dell’autunno dell’anno scorso – racconta l’esperto del settore olivicolo di Coldiretti Simone Frusca –, al termine di un’annata con raccolti scarsi, ridotti ancora una volta, e forse più di altre, da una forte presenza di parassiti».
E continua: «Proprio perché a peggiorare le cose sono la mancanza di tempestività negli interventi fitosanitari e la lentezza nell’informare gli olivicoltori sulla situazione del territorio, abbiamo deciso di cambiare passo adottando le possibilità offerte da tecnologie ogni anno più efficienti, capaci di rendere il lavoro di monitoraggio e le strategie di difesa degli uliveti più puntuali e rapide.
Come funziona
Il territorio scelto è quello di Montisola, Comune che ospita 15.000 ulivi. «Lì installeremo rilevatori delle condizioni degli alberi e del clima in tre zone distinte ma strategiche, che garantiranno la copertura di tutta l’isola – aggiunge Frusca –. Questo sistema ci darà la possibilità di avere da remoto, e senza la presenza di un tecnico in campo, dati costanti che arriveranno a un software gestito da Aipol».
Il software li elaborerà e genererà curve di tendenze, utili ai tecnici per fare previsioni da diffondere tra le aziende agricole e garantire loro la possibilità di intervenire con i prodotti fitosanitari con tempestività. «La tempestività e la diffusione degli interventi sul territorio – sottolinea –, significheranno maggior efficacia e un deciso aumento dei risultati nel contrasto dei patogeni. In parallelo i dati saranno messi a disposizione anche dei cittadini proprietari di uliveti e intenzionati a sanificarli, che potranno accedere alla piattaforma e consultare i dati in tempo reale». L’attivazione del sistema sperimentale è attesa per la primavera.
Numeri
Intanto l’ultima annata olivicola a Brescia è stata «nera», e questo rafforza il valore del nuovo lavoro contro i parassiti. Per capire meglio: nell’autunno 2025 in provincia si sono raccolti 4.000 quintali di olive e fatti 49.000 litri di olio, con una resa media dell’11%(valore di 1,6 milioni di euro). Nel 2024 invece i quintali di olive raccolti erano stati 56.000 e i litri d’olio spremuti 427.000, quasi dieci volte tantoma con una resa media dell’8,5%.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Tecnologia & Ambiente
Il futuro è già qui: tutto quello che c’è da sapere su Tecnologia e Ambiente.
