Turismo di fine anno sui laghi bresciani? Poteva andare meglio

Il turismo delle feste sui laghi si è acceso tardi, si è mosso piano e si è consumato in fretta. Garda e Sebino tengono, ma senza entusiasmo: strutture chiuse e poche occasioni per restare tracciano un bilancio cauto. Regge, ma serve visione per andare oltre.
Il quadro
A fotografare il quadro è Alessandro Fantini, presidente provinciale di Federalberghi: «Le previsioni sono state rispettate, con una discreta occupazione sia sui laghi sia in città. La maggior parte delle strutture era chiusa, ma chi ha aperto ha lavorato, soprattutto dopo Natale». Il mercato è stato quasi interamente italiano, con una lieve presenza dall’Est Europa in città. Il picco delle presenze è arrivato come previsto tra il 27 dicembre e Capodanno, ma le prenotazioni si sono concentrate tutte all’ultimo momento.
Secondo Fantini, la situazione è simile su Garda e Sebino: «L’andamento è stato in linea. Forse un po’ sotto rispetto allo scorso anno, ma il 2024 era stato eccezionalmente buono. Il desiderio è sempre quello di fare meglio, ma il contesto internazionale oggi non aiuta certo a pianificare in anticipo».
Uno scenario che preoccupa soprattutto in vista della stagione estiva, quando sarà determinante il ritorno di alcuni mercati stranieri: «L’anno scorso abbiamo visto un calo dei turisti tedeschi, compensato però da una diversificazione importante. Non siamo più dipendenti da un solo bacino, e questo è positivo. Ma speriamo che la Germania torni a correre».
Allungare la stagione
Sullo sfondo, resta l’obiettivo strategico: allungare la stagione. «Il numero di strutture ricettive è stabile – osserva Fantini – e il nostro auspicio è che si lavori per ampliare il calendario turistico. Alla fine i problemi ci sono sempre, ma le stagioni si chiudono bene. Purché si mantenga un equilibrio».
Un equilibrio che invoca anche Emanuele Bonotto, presidente del consorzio di albergatori desenzanesi Visit Desenzano. «È andata bene, ma potevamo fare meglio. Riempire non è stato facile, non tutti ci sono riusciti: la gente si muove se c’è qualcosa da fare, ma senza eventi diventa tutto più complicato». E quando si muove, lo fa all’ultimo: «Il 31 per il 31», sintetizza Bonotto.
Servono eventi
Lo dimostra anche la Stragarda Lake, manifestazione sportiva in programma questo fine settimana, che sta già riempiendo gli alberghi e portando a Desenzano clientela italiana e internazionale.
«È la prova – aggiunge – che il turismo non accade da solo: servono idee, organizzazione, investimenti».
Ed è qui che torna il nodo dell’extralberghiero. «L’offerta continua ad aumentare, ma la domanda no. E chi affitta appartamenti spesso non investe nella promozione della destinazione, come invece fanno gli albergatori. Quando ho aperto la mia seconda struttura, ho raddoppiato anche il budget per il marketing: è il mio mestiere. Ma se la concorrenza è sleale, il sistema va in affanno». Un sistema che, ricorda, «è fatto per l’85% da alberghi, e dà lavoro a oltre 700 famiglie solo a Desenzano».
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