Economia

Timken dice «sì» a Confindustria Brescia sulla riconversione

Già ricollocati 9 dipendenti dell'azienda di Villa Carcina e per 54 colloqui in corso. La soluzione della vertenza può diventare un modello
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

I lavoratori della Timken fuori dall'azienda di Villa Carcina - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
I lavoratori della Timken fuori dall'azienda di Villa Carcina - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Il via libera è arrivato nella tarda mattinata di ieri, direttamente dalla sede di North Canton, in Ohio. Timken Company apre al progetto «su due direttrici» lanciato da Confindustria Brescia per trovare soluzioni a tutela dei dipendenti e dell’economia del territorio. Ovvero il ricollocamento dei lavoratori in altre realtà industriali del territorio, ma anche la ricerca di un possibile acquirente del sito produttivo. L’apertura è su entrambi i fronti, lo precisa una nota della società: «Accogliamo con favore l’impegno di Confindustria Brescia a coadiuvarci per la ricerca di soluzioni per tutelare tutti i dipendenti dello stabilimento e l’economia del territorio a fronte della decisione di chiusura dello stabilimento di Villa Carcina». E ancora, «ci impegniamo a continuare a lavorare con tutti gli attori locali e le istituzioni anche per favorire la riconversione del sito trovando l’operatore giusto che introduca un business sostenibile e contribuisca a sostenere l’occupazione locale».

Nove ricollocati. Il passaggio non era del tutto scontato, soprattutto per quanto riguarda la soluzione della riconversione con annessa cessione del sito ad un possibile acquirente. Ma allo stato attuale prevale la strada della ricollocazione dei dipendenti in altre realtà del territorio. La società ha infatti affidato ad una società di networking - la Gi Group - il compito di trovare posizioni lavorative coerenti con l’inquadramento dei lavoratori. Questo è certamente un momento storico in cui c’è forte richiesta di personale qualificato. I primi nove lavoratori sono già stati ricollocati - spiega il vicepresidente di Confindustria Brescia, Roberto Zini - mentre per altri 54 i colloqui sono in corso. L’azienda, ricordiamo, ha messo a disposizione delle somme in denaro per incentivare le dimissioni in caso di nuovo lavoro (circa 9mila euro per ogni lavoratore, si tratta del denaro che l’azienda spenderebbe in ogni caso per il passaggio alla liquidazione del lavoratore). Senza contare che l’«alleggerimento» delle maestranze, potrebbe essere funzionale alla ricerca di un possibile acquirente, rendendo l’investimento più interessante.

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