Il forte caldo estivo è stato un alleato prezioso della stagione olivicola, e la produzione dell’olio d’oliva 2026 si preannuncia molto buona.
Dai vasti uliveti del lago di Garda a quelli più contenuti ma altrettanto qualitativi del lago d'Iseo, le ondate di calore hanno costretto più di una volta i coltivatori a irrigare, ma hanno anche riservato la piacevole sorpresa di tenere alla larga dai campi patogeni e parassiti, elementi che negli ultimi decenni avevano fatto strage di olive e ridotto più volte drasticamente i raccolti. I quasi 40 gradi della scorsa estate invece - come confermato dal presidente di Aipol, Silvano Zanelli - si sono dimostrati un toccasana sia nel contrastare i funghi, sia contro il tremendo flagello della mosca olearia, negli ultimi 30 anni mai assente come quest’anno.
Fiducia
Il risultato sono alberi caratterizzati da olive molto belle e sane, una promessa di qualità che fa bene all’intero comparto e rinfranca chi investe e studia per arricchire il mercato dell’extravergine con produzioni sempre migliori. In più quest’anno gli agricoltori non hanno avuto nemmeno la necessità di intervenire con i trattamenti fitosanitari, e questo significa risparmio economico, di energie e per l'ambiente.
Di pari passo con la qualità, la stagione al via ha restituito anche una buona quantità (nettamente migliore rispetto all’anno scorso ma inferiore al 2024), con drappe piene e previsioni confortanti.

Per i livelli di maturazione rilevati da Aipol, nei quasi duemila ettari di uliveti gardesani gli indici colorimetrico (il colore delle olive) e l’inolizione (la quantità di olio contenuta) «sono ancora bassi», e questo vuol dire che il via alla raccolta è destinato ad attendere ancora qualche giorno e verosimilmente arriverà a metà mese.
«Le prospettive di quest’autunno? Le definirei ottime – dice Giovanni Avanzi, titolare con Giuseppe Nicola e Francesco Avanzi della agricola Avanzi Cavalier Giovanni di Manerba -. La settimana prossima diamo il via al lavoro aprendo il nostro frantoio, dove mediamente quest’anno potremmo arrivare a molire 2.000 chili di olive per 200 quintali di olio, a cui va aggiunto il lavoro che svolgiamo conto terzi per gli agricoltori dei dintorni. La particolarità è che qui lavoriamo solo olive del Garda, le nostre che arrivano da piante certificate e quelle dei coltivatori che conosciamo e di cui ci fidiamo. In campo invece abbiamo 4.500 ulivi tra Manerba, Polpenazze, San Felice e Desenzano, e partiremo a metà mese. Prevediamo una media di 30 chili per pianta».
Dove è già iniziata
I primi a partire a raccogliere invece si trovano sul lago d'Iseo e sono i coltivatori dell'agricola La Ruina di Sale Marasino, dove il titolare Diego Turelli è entrato in azione sabato 3 ottobre e sta affrontando le prime piante delle quasi mille totali che gestisce, sparse tra Sale Marasino, Montisola e Poncarale.
«Le olive da noi sono mature e quindi perché aspettare ancora? È stata un’estate difficile per il caldo e la necessità di irrigare, ma benedetta per la deterrenza verso la mosca e i funghi. Ci aspettiamo finalmente sia quantità che qualità».



