L’estate come banco di prova per la flessibilità strutturale, il modello ibrido come quello maggiormente apprezzato. Con temperature eccezionalmente elevate già dalla seconda metà di maggio e il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale, lo smart working torna ad assumere un ruolo centrale non solo come strumento di organizzazione del lavoro, ma anche come leva di benessere per milioni di lavoratori.
Il dato
Secondo la ricerca Robert Walters quasi otto lavoratori su dieci cambierebbero azienda se venisse eliminato il lavoro da remoto, mentre quasi uno su due sarebbe disposto perfino a rinunciare a una parte della retribuzione pur di conservarlo. Durante i mesi estivi, la possibilità di evitare lunghi spostamenti, gestire con maggiore autonomia il proprio tempo e conciliare gli impegni personali con quelli lavorativi assume un valore ancora maggiore.
Dalla ricerca emerge che il 47% dei professionisti risparmia oltre 100 euro al mese grazie al lavoro da remoto, il 52% vorrebbe aumentare i giorni di smart working, il 71% non rinuncerebbe ai propri giorni di lavoro da remoto nemmeno in cambio di altri benefit aziendali e il 46% accetterebbe persino una retribuzione inferiore se l’offerta includesse una maggiore flessibilità o più giornate di smart working.
La tendenza
Lo smart working, quindi, non viene percepito soltanto come uno strumento di conciliazione vita-lavoro, ma come un beneficio economico e organizzativo che incide concretamente sulla qualità della vita dei lavoratori. Eppure le aziende sembrano aver rallentato l’espansione delle proprie politiche di lavoro agile. Secondo l’indagine solo il 29% delle aziende ha ampliato le politiche di smart working dal 2022 e oggi il 67% di chi lavora in modalità ibrida può farlo per non più di due giorni alla settimana.
Modello ibrido
Una fotografia che evidenzia un progressivo assestamento del mercato dopo l’accelerazione registrata durante la pandemia. Il modello preferito dai professionisti resta invece quello ibrido, con due giorni di smart working e tre in presenza. Un equilibrio che consente di mantenere i vantaggi della collaborazione in ufficio senza rinunciare alla flessibilità conquistata negli ultimi anni.
In un mercato del lavoro sempre più competitivo, soprattutto nei profili altamente qualificati, la capacità delle aziende di offrire modelli organizzativi flessibili continuerà a rappresentare un elemento distintivo per attrarre e fidelizzare i migliori talenti. L’estate diventa allora un test della capacità delle organizzazioni di rispondere alle esigenze dei propri collaboratori. Perché il futuro – sia climatico che lavorativo – andrà sempre più in questa direzione.




