Economia

Una sinergia per trasformare la ricerca accademica in vettore di sviluppo

Siglato un accordo triennale tra Università di Brescia e Finanziaria di Valle Camonica: «Questa intesa rappresenta un investimento sul futuro del nostro territorio»
Barbara Fenotti
Da sinistra Camadini, Castelli, Bontempi e Minelli
Da sinistra Camadini, Castelli, Bontempi e Minelli

Portare l’università oltre le aule e i laboratori, fino ai territori montani, per trasformare la ricerca in uno strumento concreto di sviluppo economico, sicurezza e innovazione. Questo l’obiettivo dell’accordo quadro triennale sottoscritto dall’Università degli studi di Brescia e dalla Finanziaria di Valle Camonica: una partnership che punta a mettere in rete competenze scientifiche, imprese e istituzioni con particolare attenzione alla resilienza del territorio montano e alla sostenibilità ambientale.

L’intesa coinvolge i dipartimenti di Ingegneria civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica (Dicatam) e di Ingegneria meccanica e industriale (Dimi) e concentra le attività su rigenerazione urbana, gestione sostenibile delle risorse naturali, contrasto al dissesto idrogeologico, economia circolare e digitalizzazione.

Il punto

«L’obiettivo dell’Università è rafforzare sempre più la propria presenza nei territori montani, mettendo ricerca, competenze e capacità progettuale al servizio delle comunità e del loro sviluppo» ha sottolineato il rettore Francesco Castelli. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Consiglio di amministrazione di Finanziaria di Valle Camonica, Pierpaolo Camadini, che ha sottolineato come «la nostra società ha da sempre una particolare sensibilità verso il territorio. Questo accordo rappresenta un investimento sul futuro della Valle Camonica e sulla capacità di creare valore attraverso il dialogo tra università, enti pubblici e sistema produttivo».

Sotto la lente

Uno dei pilastri della collaborazione riguarda il Laboratorio di chimica per le Tecnologie coordinato dalla professoressa Elza Bontempi, dove sarà ospitato il prototipo del forno sviluppato nell’ambito del progetto Fisa, destinato al trasferimento tecnologico attraverso lo spin-off universitario M.i.r.a. guidato da Cristian Fracassi. «Lavoreremo sul recupero delle materie prime critiche, sull'economia circolare e sullo sviluppo di tecnologie capaci di generare nuove opportunità imprenditoriali, favorendo il passaggio della ricerca al mercato» ha spiegato Bontempi.

Grande spazio sarà riservato anche alla formazione. «Organizzeremo Summer e Winter School, seminari specialistici, master, laboratori e attività sul campo dedicate alla riqualificazione del patrimonio edilizio storico, alla sicurezza strutturale, all'efficienza energetica, alla rigenerazione dei borghi e alla mitigazione del rischio idrogeologico» ha illustrato il professor Fausto Minelli.

Il programma prevede inoltre iniziative di divulgazione scientifica, podcast, pubblicazioni ed appuntamenti aperti al pubblico, oltre alla partecipazione alle attività della rete universitaria europea «Unita con l’obiettivo di consolidare un modello di collaborazione stabile tra ricerca, innovazione e sviluppo territoriale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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