Dietro un utile di 6.700 euro c’è un volume di progetti che vale molto di più: 78 milioni attivati in tre anni e 39 milioni di contributi a fondo perduto intercettati per le imprese. È in questa doppia lettura, economica e territoriale, che si inserisce il bilancio 2025 di Csmt innovation hub approvato dall’assemblea dei soci lo scorso 27 aprile.

La realtà nata all’interno del campus dell’Università degli Studi di Brescia chiude l’esercizio con un valore della produzione pari a 2,89 milioni, un margine operativo lordo di 181mila euro, in crescita del 49% rispetto all’anno precedente, e un risultato netto positivo. Numeri contenuti nelle dimensioni ma significativi per un soggetto che non misura il proprio ruolo solo attraverso il conto economico, bensì anche nella capacità di accompagnare imprese, ricerca e istituzioni nei percorsi di innovazione applicata.
Nel triennio 2023-2025 Csmt ha contribuito ad attivare progetti di innovazione industriale finanziati per circa 78 milioni di euro, con 39 milioni di contributi destinati alle aziende coinvolte. L’hub ha lavorato come partner tecnico in iniziative europee, nazionali e regionali, costruendo le candidature e intervenendo anche nello sviluppo dei contenuti, nella composizione dei partenariati e nella gestione operativa.
Vari fronti
Tra i fronti più rilevanti ci sono i bandi «Collabora & Innova» di Regione: su 14 progetti presentati 5 sono stati ammessi a contributo nel 2025. A questi se ne sono aggiunti altri 2 nei primi mesi del 2026. Csmt è quindi partner in 7 progetti complessivi. Sommando i 5 ottenuti dall’Università degli studi di Brescia, il sistema bresciano dell’innovazione arriva a 12 progetti sostenuti. A questi si affiancano le attività con i Competence center del Mimit, tra cui Made, di cui Csmt è socio fondatore. Il 2025 è stato poi l’anno di una riorganizzazione interna, con tre aree operative principali: Digitale e ottimizzazione, Sostenibilità e materiali e Progetti finanziati.
Una scelta pensata per rendere più leggibile il posizionamento dell’hub e più efficace il rapporto con imprese, università, centri di ricerca e partner tecnici. Sul territorio l’ecosistema conta oggi 57 hubber, 26 aziende resident, 17 startup e spin-off supportati, 31 eventi organizzati nell’anno con oltre 1.500 partecipanti e più di 2.000 connessioni attivate tra clienti e fornitori. I progetti sviluppati spaziano dall’intelligenza artificiale per la gestione degli emocomponenti ai materiali termoplastici green, dai sistemi edilizi modulari ai digital twin per infrastrutture, fino all’efficienza energetica nell’agroalimentare e alle tecnologie AI per controllo qualità e biosicurezza.
«Il 2025 ha rappresentato per Csmt uun anno di rinnovamento significativo, in un contesto in cui l’innovazione è più che mai una leva competitiva centrale per le imprese» sottolinea il presidente Daniele Peli. Per il direttore generale Gabriele Zanetti, «Csmt non opera per sé ma come catalizzatore di relazioni e innovazione al servizio del territorio».



