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IL BILANCIO

Silmar Group investe nel futuro green


Economia
5 lug 2022, 14:10
La famiglia Niboli: da sinistra Roberta, Ilario, Marilena, Orlando, mamma Margherita, Andrea, Valeria e Federica

La famiglia Niboli: da sinistra Roberta, Ilario, Marilena, Orlando, mamma Margherita, Andrea, Valeria e Federica

Il 2021 è stato per certi versi un anno complesso anche per Silmar Group, segnato dalla folle crescita dei prezzi di energia e materie prime e dalle distorsioni causate dalle catene di fornitura su scala globale. Ma allo stesso tempo è stato l’esercizio da incorniciare, il migliore di sempre per fatturato nella storia dei Niboli, che superano la fatidica barriera psicologica di 1,2 miliardi di ricavi aggregati (+39% sul 2020).

Silmar è una realtà diversificata e fortemente sinergica, che opera sul mercato globale attraverso 30 siti produttivi che spaziano dai settori del riscaldamento, alle leghe di alluminio da riciclo; dall’idrotermosanitario al riciclo dei materiali plastici e protezione passiva al fuoco. Un percorso imprenditoriale iniziato più di mezzo secolo fa dal fondatore, papà Silvestro (scomparso nel dicembre 2017) e portato avanti con successo dai sette fratelli Niboli: Andrea, Orlando, Marilena, Ilario, Valeria, Federica e Roberta.

Il futuro green

Investire, diversificare crescere in un’ottica sostenibile. Nel corso del 2021 il gruppo ha investito qualcosa come 62,9 milioni di euro (il piano triennale prevede una spesa per investimenti di 200 milioni) per efficientare le linee produttive dal punto di vista energetico e ambientale nell’ottica del raggiungimento della neutralità climatica al 2050; per digitalizzare i processi; per la formazione, la sicurezza e il benessere del personale attraverso piani welfare che offre benefit per la conciliazione vita-lavoro e per aumentare la capacità di spesa dei dipendenti.

I numeri del bilancio

Il gruppo occupa in totale 3.548 dipendenti (erano 3.334 nel 2020), di cui 1.978 negli stabilimenti in Italia. I ricavi aggregati del 2021 sono stati pari a 1,2 miliardi (erano 877 milioni nel 2020), con un mol (margine operativo lordo, ovvero l’utile prima di oneri, tasse, ammortamenti e svalutazioni) di 174 milioni di euro; un utile netto di 85,3 milioni (erano 53,5 mln nel 2020) dopo ammortamenti per 60,5 milioni.

Le società

Fondital, Raffmetal e Valsir sono i tre pilastri che sostengono ill gruppo. Con 206 milioni di euro di fatturato, la Fondital è tra i primi produttori di radiatori in alluminio. Nel 2021 la società ha visto una forte crescita delle vendite di tutti i prodotti da riscaldamento (caldaie, pompe di calore) anche grazie alle agevolazioni edilizie. La società ha una filiale anche in Russia, Fondital Lipetsk, che nel 2021 ha raggiunto un fatturato di 12 milioni (+48% sul 2020) e che in questi mesi sta lavorando senza interruzioni della produzione.

Da alcuni anni Fondital ha aperto una divisione automotive per la produzione di componenti in alluminio e al momento ha acquisito commesse dalle principali case automobilistiche tedesche (settore premium) che generano un fatturato di 120milioni nel quinquennio 2022/2027.

Raffmetal è uno dei principali produttori di leghe di alluminio. La società ha segnato ricavi per 541 milioni (sono 420 i dipendenti); la scelta strategica di produrre leghe speciali primarie da riciclo e bassa impronta di carbonio si è rivelata vincente, e ha permesso di siglare importanti partnership con i principali attori di prodotti di alluminio. Inoltre Raffmetal ha ottenuto, prima azienda al mondo nel settore dei raffinatori di alluminio, la certificazione ambientale Epd.

Terzo pilastro è Valsir, player mondiale dell’idrotermosanitario con filiali anche in Polonia, Romania, Ucraina, Francia, Australia e Sudafrica. Nel 2021 ha segnato ricavi per 197,3 milioni e fatto investimenti per 16,8 milioni in parte impiegato per un parco votovoltaico, un impianto di trigenerazione. Molti i prodotti lanciati nel 2021: AriaSilent, innovativo sistema Wcm e il raccordo modulare PexalXL Altre realtà del gruppo sono rappresentate dalla Oli, articoli sanitari, 18,6 milioni di ricavi e 42 dipendenti; Marvon, stampaggio e lavorazione galvanica 10 milioni, 71 dipendenti; e Alba, sifoni e pilette, 23 milioni 66 dipendenti.

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