I risparmi di una vita. Ciò che si è messo da parte con sacrificio e sudore, rappresenta un valore da tutelare, fondamentale per mantenere una condizione dignitosa nella parte finale della propria vita. L’approccio da adottare in questi casi è quello più prudente, teso a preservarne nel tempo il valore reale, piuttosto che rincorrere rendimenti elevati di tipo speculativo. Si dice a ragione che in economia non esistono pasti gratis. Dietro un guadagno atteso più alto, inesorabilmente, ci sta un rischio associato maggiore.
Ecco alcune regole di buon senso da seguire
L’orizzonte temporale. La materia è delicata, spesso di non facilissima comprensione diffusa, infarcita di termini tecnici e in lingua inglese. Vi sono però alcuni fari per orientarsi. Il primo è quello di aver ben chiaro quale è l’orizzonte temporale dell’investimento che meglio si confà alle nostre personali esigenze. Inseguendo semplicemente il tasso di interesse, senza ben calibrare questo fattore, ci si può trovare in una situazione spiacevole nella quale da un lato si può avere bisogno di soldi e dall’altro l’investimento fatto in quel momento è il liquido o lo diventa a prezzo di pesanti minusvalenze o penali.
Propensione al rischio. L’altro punto da tenere ben in considerazione è la propria propensione al rischio. Dipende da persona a persona, ma in generale la situazione è diversa se si tratta del risparmio vitale per il futuro o di risorse eccedente e superflue. La parola d’ordine per ridurre il rischio è quella di diversificare la composizione del portafoglio di investimento.Con un patrimonio consistente si può realizzarlo in modo diretto attraverso attività finanziarie che incorporano un diverso grado di rischio/rendimento. In caso contrario è opportuno affidarsi al risparmio gestito. E vi si può accedere anche se si dispone di importi molto piccoli, 5-10.000 euro.
Costruire rapporti di fiducia. Il sistema bancario sta spingendo molto sul gestito, perché è fonte di provvigioni stabili nel tempo e indipendenti dall’andamento dei mercati.
In molti è un servizio fondamentale, perché è possibile costruire soluzioni ritagliate su specifici bisogni. E’ un approccio di tipo etico che pone al centro la persona e non gli obiettivi di vendita da realizzare. Sono da evitare il «fai da te», i vari «gatto e la volpe» di Bennato e della favola di Pinocchio. Va privilegiata la costruzione di un rapporto di lungo periodo con l’istituto bancario di fiducia e con il gestore, in grado così di conoscere le esigenze presenti e future.
Conti correnti e titoli. Il rischio zero in assoluto non esiste, anche se è alquanto remoto sui depositi di conto corrente che fra l’altro godono della garanzia pubblica fino a 100.000 euro, 200.000 se cointestato. Se si dispongono di importi rilevanti, con l’attuale condizione dei tassi di interesse, oggi il rendimento è anche di un certo rilievo. Sugli investimenti in titoli di stato, favoriti per il loro basso grado di rischio e per l’agevolazione di tipo fiscale, l’orientamento più o meno speculativo, a seconda della loro scadenza.
La previdenza integrativa. Rappresenta un comparto in crescita e che risponde ad un forte bisogno reale. Si alimenta con le quote di Tfr maturate e con versamenti aggiuntivi e piani d’accumulo. E’ fondamentale sensibilizzare i giovani sulla rilevanza di questo tema, perché il loro futuro profilo pensionistico sarà giocoforza ben diverso e inferiore al livello attuale. L’investimento è in fondi azionari, bilanciati o monetari, a seconda della propensione al rischio.
Investimenti Esg. È possibile orientare i propri risparmi verso finalità ambientali, sociali ed etiche, attraverso investimenti targati Esg. Viene colta una sensibilità diffusa e crescente dei risparmiatori, soprattutto delle generazioni più giovani. In molte situazioni si riscontra però un fenomeno definito con il termine inglese di «green washing», cioè la sostanziale assenza di reali contenuti sottostanti. Nei progetti di finanza etica territoriale il cliente può invece verificare direttamente con i propri occhi dove effettivamente vanno a finire i soldi. Le casse rurali della provincia di Bolzano sono state antesignane di questa forma di investimento Esg «a chilometro zero».



