Economia

Ricchi solo sulla carta: c’è un miliardo depositato sui conti di Vestone

In principio ci fu il caso di Padenghe, buen retiro dei manager della finanza milanese. Ora il caso del paese valsabbino, dove la presenza di grandi aziende altera sensibilmente i dati
Camillo Facchini
Una veduta di Vestone © www.giornaledibrescia.it
Una veduta di Vestone © www.giornaledibrescia.it

Qualcosa di simile ai numeri sulla liquidità raddoppiata nei comuni bresciani (complessiva, che non vuol quindi dire individuale) era già emerso trent'anni anni fa, quando Padenghe era balzato improvvisamente in vetta alle classifiche per valore dei depositi bancari e postali. Erano stagioni in cui l’informazione aveva iniziato ad occuparsi dello stato di salute dell’economia bresciana.

Cos’era accaduto venne alla luce pochi mesi dopo, quando un’inchiesta giornalistica raccontò che in quel comune si era trasferito a fine carriera un gruppo neppur troppo grande di manager della finanza milanese, che aveva scelto, per le stagioni della quiescenza, la località gardesana, portando con sé le robuste liquidazioni che avevano fatto rimbalzare le graduatorie verso l’alto.

In Valsabbia

Sul lago di Garda il sole continua a sorgere ad Est e tramontare a Ovest e dei manager di quel comune non si sa più nulla. Tuttavia, ora è come se in un piccolo paesino di montagna della nostra provincia, dove il sole sparisce in autunno e riappare a primavera, prendesse la residenza l’uomo più ricco del mondo alterando così i dati sui depositi degli abitanti locali. Ma decidendo improvvisamente di andarsene l’anno successivo, restituendo alle statistiche i contenuti reali.

Gli abitanti di Vestone (circa 4.100 anime) hanno scoperto di «possedere» sul conto corrente più di un miliardo di euro, 262mila «virtuali» ciascuno.

Da dove arriva questa cifra è semplice: nei dati trasmessi dagli istituti di credito a Bankitalia c'è peso e ruolo di una tra le prime dieci aziende bresciane (il gruppo Silmar, ex Fondital) ed ecco allora che i numeri dei depositi del territorio della bassa Valle Sabbia si impennano, così come sale la qualità della vita del comprensorio in cui Silmar ha creato lavoro, ricerca, benessere, investimenti e, là dove occorreva, sostegno alla comunità. Insomma, fabbrica come comunità, modernità da capire, anticipare, modellare per far rendere più giusta e bella la vita di chi lavora.

A tal proposito non va trascurato il fatto che a Vestone ha sede anche Banca Valsabbina, istituto di credito con una fitta rete di filiali in tutto il Nord Italia e con masse amministrate per 14,35 miliardi.

I dati di Bankitalia parlano chiaro: dove ci sono agricoltura imprese e terziario che «fanno» e hanno cassa (Valle Sabbia, Montichiari, Lumezzane, Rovato, Darfo, Desenzano, Salò e hinterland cittadino) c’è ricchezza: ma sono dati globali. Quelli individuali richiedono un'altra lettura.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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