A Padenghe redditi molto alti: merito anche delle case

Alice Scalfi
Vent’anni fa la scelta di costruire soprattutto abitazioni da oltre 85 metri quadrati
Una veduta di Padenghe © www.giornaledibrescia.it
Una veduta di Padenghe © www.giornaledibrescia.it
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La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo.

Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.

Il Comune più ricco della provincia? Questione di scelte. A Padenghe, il reddito pro capite tra i più alti del Bresciano non è, secondo il sindaco Albino Zuliani, una fotografia casuale, ma il risultato di una visione urbanistica precisa: «Vent’anni fa si è deciso di non costruire abitazioni inferiori agli 85 metri quadrati, puntando su case realmente abitative e non solo turistiche. Questo ha fatto sì che il nostro patrimonio immobiliare oggi sia di pregio, appetibile da persone che se lo possono permettere».

Un dato che, da solo, non basta a raccontare una comunità. «Il benessere economico medio c’è, ma non si traduce sempre in modo concreto nella vita di tutti. A Padenghe convivono situazioni molto diverse: il nostro compito è tenere insieme queste esigenze».

Giovani e famiglie

Da qui, spiega Zuliani, l’attenzione dell’amministrazione per i servizi rivolti a famiglie e giovani. «Non vogliamo che Padenghe sia un paese solo per chi può permetterselo: per questo sosteniamo le scuole, i progetti educativi, l’attività sportiva. La nuova tensostruttura appena realizzata è pensata proprio per accogliere bambini e ragazzi in un ambiente sicuro e accessibile. Lo stesso vale per il legame con la Protezione civile, che da quest’anno ha trovato sede stabile in paese».

La qualità della vita, però, non dipende solo dalle opere. «Conta anche la tipologia di vita che si può fare. Padenghe è un paese tranquillo, senza le criticità che si trovano in altri comuni ad alta pressione turistica. Il nostro è un turismo adulto, non giovanile, con stili di vita più rispettosi del contesto e delle persone. Chi viene qui cerca serenità, e questo influisce in modo decisivo sul benessere quotidiano».

Lo sguardo è rivolto in avanti, con una priorità su tutte: la messa in sicurezza del sistema di smaltimento delle acque meteoriche. «Abbiamo stanziato risorse importanti, circa cinque milioni di euro, per affrontare un problema che non si può più rimandare».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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