Economia

Liquidità dei bresciani raddoppiata in 15 anni: oggi sfiora i 49 miliardi

Il valore procapite dei depositi supera i 38mila euro, sopra la media italiana che è di 31mila euro. Vestone batte tutti con 262mila euro poer ogni abitante. Il balzo nel biennio 2020/21 con la pandemia
Elio Montanari
Cresce la liquidità di famiglie e imprese
Cresce la liquidità di famiglie e imprese

Quasi 49 miliardi di euro. Questo è l’ammontare dei depositi bancari e dei risparmi postali dei bresciani, delle famiglie e delle imprese. I depositi bancari e il risparmio postale rappresentano le due principali soluzioni in Italia per la gestione della liquidità.

Per la precisione si tratta di 48.863.038 migliaia di euro; un valore assai rilevante, che doppia il dato registrato per il 2011, che si fermava a 24.332.509 migliaia di euro. In effetti, dal 2011 in poi la crescita dei depositi bancari e postali è continua e costante per tutto il decennio, arrivando a superare i 35 miliardi di euro nel 2018.

Il balzo nell’anno del Covid

Poi, con l’arrivo della pandemia, il volume dei depositi sale oltre i 38 miliardi di euro già nel 2019, che diventano 43,8 nel 2020 e superano i 47 miliardi nel 2021. Il balzo significativo nel biennio 2020 -2021, appare determinato dalla pandemia, che ha bloccato i consumi e fatto schizzare i risparmi degli italiani, che, spaventati dal futuro, rimandano gli investimenti preferendo la liquidità. Tra il 2019 e il 2021, i depositi bancari e postali dei bresciani sono cresciuti di quasi 9 miliardi di euro (+23,4%), in linea, peraltro, con quanto è accaduto nel contesto nazionale. I dati diffusi da Banca d’Italia ci raccontano come negli anni successivi, tra il 2022 e il 2025, si assiste a una stabilizzazione, sia pure in rialzo, attorno ai 47 miliardi euro, fino ai 48,8 miliardi alla fine del 2025.

Brescia sopra la media italiana

Il dato di Banca d’Italia, fissato al 31 dicembre 2025, ossia i 48,8 miliardi di euro, rapportato alla popolazione, valgono 38.422 euro pro capite. Questo, ovviamente, nella media del pollo di Trilussa; secondo il poeta, se qualcuno mangia un pollo intero e un altro no, in media ne hanno mangiato mezzo a testa, ignorando la reale disuguaglianza

Un importo medio, che doppia il valore dei depositi, bancari e postali, dei bresciani, nel 2011, che risulta nell’ordine dei 19.654 euro pro capite, saliti progressivamente fino a superare i 30mila euro nel 2019 ma schizzati a 37.655 alla fine del 2021.

I dati nazionali

L’ammontare medio dei depositi bancari e del risparmio postale dei bresciani, nel 2025, risulta superiore al dato medio nazionale, 31.268 euro, ottenuto rapportando l’importo totale dei depositi e del risparmio postale, che ammonta a 1.843 miliardi di euro, con la popolazione del Paese.

All'interno di questo aggregato, i depositi bancari rappresentano la fetta maggiore, con oltre 1.500 miliardi di euro detenuti da famiglie e imprese (somma che comprende conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito). Mentre la raccolta postale gestita tramite Cassa Depositi e Prestiti e BancoPosta, ha raggiunto i 297 miliardi.

Nel caso bresciano il dato diffuso da Banca d’Italia, riferito ai depositi bancari e al risparmio postale, può essere scomposto, per grandi linee nelle due componenti, sottraendo all’importo totale indicato (48.863.038 migliaia di euro) l’ammontare dei depositi bancari (38.588.736) definendo in 10,2 miliardi l’ammontare della raccolta postale gestita tramite Cdp e BancoPosta.

La maggior parte dei depositi bancari e del risparmio postale in provincia di Brescia, oltre 28 miliardi di euro è detenuto dalle «famiglie consumatrici» ossia, come si legge nel glossario della Banca d'Italia: « … gli individui o i gruppi di individui considerati nella loro qualità di consumatori. Questo raggruppamento include tutte le persone fisiche o i nuclei familiari che percepiscono redditi e li utilizzano principalmente per il consumo e il risparmio, escludendo le attività svolte come imprese o professionisti».

Per la precisione si tratta di 28.100.826 migliaia di euro; un valore assai rilevante, che rappresenta quasi il 60% del totale dei depositi bancari e del risparmio postale. Un ammontare di gran lunga superiore ai 17,2 miliardi di euro depositati alla fine del 2011, con un incremento tra il 2011 e il 2025 nell’ordine del +63%.

Anche per il risparmio delle famiglie consumatrici, dal 2011 in poi, la crescita dei è continua e costante per tutto il decennio, arrivando a superare i 23,5 miliardi nel 2018. Con la pandemia, il volume dei depositi delle famiglie sale fino a superare i 28,3 miliardi nel 2021. Tra il 2019 e il 2021, i depositi delle famiglie sono cresciuti di oltre 3 miliardi (+12%), in linea, anche in questo caso, con quanto è accaduto nel contesto nazionale.

La geografia della ricchezza nel Bresciano

Cresce il risparmio delle famiglie bresciane
Cresce il risparmio delle famiglie bresciane

I depositi bancari di famiglie e imprese, oltre 38,8 miliardi di euro ella fine del 2025 sono per quasi un terzo (11,1 mld di euro, il 28,8%) concentrati nelle filiali delle banche di Brescia. È un dato che esprime la centralità del capoluogo: il 15,8% della popolazione residente, il 21,3% degli sportelli e il 28,8% dei depositi bancari.

Guardando, invece, ai 64 comuni per cui sono disponibili dati «in chiaro» emerge con evidenza come, nel 2025, se scorriamo la graduatoria dei comuni, ordinata per entità dei depositi, abbiamo, oltre a Brescia, una dozzina di comuni nei quali si superano i 500 mln di euro.

Oltre la soglia del miliardo di euro si collocano, nell’ordine: Vestone, Chiari e Desenzano del Garda, e poco al di sotto, Montichiari, con quasi 992 milioni di euro. Oltre i 700 milioni di euro di depositi si contano a Lumezzane (767 milioni), Rovato (737) e Darfo Boario Terme, con depositi delle famiglie e delle imprese per quasi 718 milioni di euro. Oltre il mezzo miliardo di euro si trovano anche Palazzolo sull’Oglio (682 m.euro), Orzinuovi, Ghedi, Salò e Gavardo, con oltre 503 milioni euro di depositi bancari.

I dati sui depositi bancari di famiglie e imprese, sulla base delle informazioni dettagliate fornite da Banca d’Italia, scontano, purtroppo, un limite non di poco conto dettato dal rispetto della privacy.

Solo 165 Comuni hanno almeno una filiale bancaria

Infatti, dei 205 comuni bresciani sono 165 quelli che hanno almeno uno sportello bancario ma, i dati dettagliati sono disponibili solo per i 64 centri che contano almeno tre sportelli. Gli altri 101 comuni, dove ci sono uno o due sportelli, rientrano in un insieme definito da Banca d’Italia come «comuni riservati», con solo un importo cumulativo dei depositi. Un insieme che, complessivamente, assomma nei 141 sportelli, con depositi per quasi 1,9 miliardi di euro, il 20,7% del totale provinciale.

Considerando la media provinciale il valore pro capite dei depositi bancari di famiglie e imprese è nell’ordine dei 30.343 euro, un dato che assume valori ampiamente differenziati nell’analisi dei dati comunali. Ovviamente, i dati sono riferibili, solo ai 64 comuni, con almeno tre sportelli bancari, quelli per cui sono disponibili gli importi da Banca d’Italia e all’insieme dei comuni riservati, senza dimenticare che dal conto sono esclusi i 40 comuni privi di servizi bancari, la cui popolazione si avvale sui centri limitrofi.

L’entità dei depositi bancari di famiglie e imprese supera, mediamente, i 50mila euro pro capite in una decina di comuni, con valori astronomici a Vestone, dove con oltre 1 miliardo di euro per 4.143 abitanti, in 4 sportelli bancari, si ottiene una media pro capite di 262.124 euro, su cui, presumibilmente, pesa la presenza della sede di Banca Valsabbina. Valori medi elevati dei depositi bancari si registrano a Odolo (82.615 euro pro capite), Breno (80.739), Edolo (66.255), Roè Volciano (56.006) ma anche a Brescia (55.190), Salò (53.499), Pisogne (52.681), Chiari (51.986) e Ponte di legno con 89,2 milioni di depositi per soli 1.716 residenti.

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