Economia

Rateizzazione debiti contributivi Inps, come funziona la nuova disciplina

Da qualche giorno è possibile dilazionare il pagamento fino a 60 rate, nel caso di comprovata difficoltà economica: come richiederlo
Marco Papetti
Inps, come funziona la rateizzazione dei debiti contributivi
Inps, come funziona la rateizzazione dei debiti contributivi

Da pochi giorni è in vigore una nuova disciplina dell’Inps che permette di dilazionare il pagamento dei debiti contributivi fino a 60 rate in caso di situazioni di comprovata difficoltà economica. La nuova normativa, annunciata con la circolare 60 del 21 maggio, è stata istituita, si legge nella nota dell’Inps, per «favorire il buon esito dei processi di regolarizzazione e assicurare, al contempo, una riscossione dei relativi importi più efficace e tempestiva». Vediamo di seguito di cosa si tratta e cosa cambia per i contribuenti.

Chi interessa

La riforma, introdotta con la legge 203 del 2024, introduce la possibilità, per chi ha debiti contributivi, di «spalmare» nel tempo il pagamento delle rate, purché il contribuente si trovi in una «situazione temporanea di obiettiva difficoltà finanziaria». Per beneficiare della dilazione, inoltre, occorre che i debiti non siano ancora stati trasferiti agli enti di riscossione, tra cui la stessa Agenzia delle Entrate.

Il numero di rate cambia a seconda dell’entità del debito:

  • Un massimo di 36 rate mensili per gli importi fino a 500mila euro (invece delle attuali 24 rate);
  • Un massimo di 60 rate mensili per gli importi che superano i 500mila euro.

Cambia anche l’assetto decisionale per l’esame della domanda di rateizzazione. Sulle richieste per i piani fino a 36 rate e fino a 500mila euro decideranno i direttori territoriali, mentre delle pratiche per le domande relative ai piani fino a 60 rate e per gli importi superiori a 500mila euro si occuperanno i direttori regionali o di coordinamento metropolitano.

Come fare domanda

Le domande devono essere presentate in via telematica attraverso il «Cassetto previdenziale del contribuente». La nuova normativa si applica alle domande di dilazione presentate dalla data di pubblicazione della circolare (21 maggio) e anche alle domande di dilazione presentate a partire dal 12 gennaio 2025 e ancora in corso alla data di pubblicazione della stessa circolare. In quest’ultimo caso il contribuente che ha debiti pendenti può chiedere la rideterminazione del numero delle rate, che sarà però possibile solo entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare.

Per monitorare la propria situazione

I contribuenti possono controllare la presenza di eventuali debiti sul sito dell’Inps attraverso il servizio «OpenRI», che permette di consultare la propria posizione debitoria, simulare diverse soluzioni di rateizzazione e procedere alla richiesta di rateazione. Il servizio si rivolge in particolare a pensionati, titolari di prestazioni assistenziali o ammortizzatori sociali, che hanno ricevuto dall’istituto somme poi risultate indebite.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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