Economia

Prezzo del latte, c’è l’accordo: 47 cent al litro e stop alle disdette

Valerio Pozzi
Prandini (Coldiretti) e Martinoni (Confagricoltura): «L’intesa è un segnale di responsabilità della filiera»
Un bicchiere di latte - © www.giornaledibrescia.it
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Un prezzo a 47 centesimi al litro più Iva per i mesi di aprile, maggio e giugno 2026; un prezzo per le quantità eccedenti al minimo della borsa di Milano del latte spot; l’impegno per il ritiro delle disdette; 10 milioni di euro per il nuovo bando indigenti per formaggi duri e contrasto agli atteggiamenti speculativi che saranno perseguiti come pratiche sleali. Sono queste, in stretta sintesi, le condizioni dell’accordo sul prezzo del latte alla stalla, raggiunto venerdì fra associazioni agricole in rappresentanza del settore zootecnico e le associazioni rappresentative dell’industria casearia.

Un risultato importante per dare risposte a una filiera che vede impegnate 23mila aziende zootecniche per un patrimonio di 1,5 milioni di vacche da latte, oltre a circa 1.800 imprese di trasformazione. Le consegne di latte bovino ammontano a 13 milioni tonnellate, di cui quasi la metà viene dalla Lombardia e, nello specifico, da Brescia visto che in provincia, secondo gli ultimi dati noti, sono censite quasi 274mila vacche da latte in produzione, che fanno riferimento a 1.098 allevamenti.

Il primato di Brescia

L’elevata specializzazione è direttamente collegata alle dimensioni medie degli allevamenti bresciani (249 capi per azienda) superiori sia alla media regionale che a quella nazionale. La nostra provincia con oltre 17 milioni di quintali di latte ha un ruolo di primo piano in Italia, contribuendo per il 28% alla produzione di latte regionale e per il 13% a quella nazionale. In questa logica di settore si inserisce il risultato del Tavolo ministeriale.

«L’accordo raggiunto è un risultato frutto del lavoro di Coldiretti e dell’importante impegno del ministro Lollobrigida che ha consentito di riportare equilibrio in una fase estremamente critica per il settore - afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. Il prezzo per 3 mesi a 47 centesimi al litro, più qualità e più Iva, e il ritiro delle disdette rappresentano un segnale concreto di responsabilità lungo la filiera. Ora è fondamentale garantire il pieno rispetto degli impegni presi e continuare a lavorare per assicurare agli allevatori un giusto reddito, evitando che le tensioni di mercato e le pratiche sleali mettano a rischio il futuro delle nostre stalle».

Per Francesco Martinoni, presidente onorario di Confagricoltura Brescia e presidente della federazione nazionale Latte di Confagricoltura l’accordo si configura come un «gentlemen’s agreement».

«Si tratta - commenta Martinoni - di un’intesa incentrata sul senso di responsabilità di tutti gli attori della filiera, che si impegnano per il rispetto di quanto concordato. Il comparto del latte bovino è in crisi: i prezzi in calo per la sovrapproduzione, non solo italiana, l’aumento dei costi per gli allevatori accentuati dalle tensioni commerciali mondiali e dalle guerre incidono in modo significativo sulla tenuta delle imprese zootecniche, anche di quelle bresciane. L’Italia si è fatta portavoce delle difficoltà, insieme ad altri Paesi produttori, anche a livello europeo chiedendo iniziative di promozione per i prodotti lattiero caseari. Ringraziamo il ministro Lollobrigida per la promozione del Tavolo e per l’impegno a tutela del settore».

A questo punto diventerà auspicabile la convocazione di ulteriori incontri nei mesi a venire e secondo Confcooperative «un rafforzamento dell’impegno da parte dell’industria a ritirare le disdette evitando così latte non collocato alla stalla che finora è stato uno dei principali elementi di difficoltà che hanno dovuto affrontare le cooperative di raccolta, soprattutto considerando l’eccessivo differenziale tra il primo e il secondo prezzo applicati che hanno creato distorsioni di mercato».

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