Più di 150 euro di importo integrativo della pensione. Una sorta di bonus «natalizio» che alcuni pensionati riceveranno anche quest’anno a dicembre, calcolato sulla base del valore del cosiddetto trattamento minimo per il 2026. La cifra esatta è 154,94 euro, un’integrazione riservata a chi è titolare di pensione dell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) e di forme sostitutive o integrative della pensione che siano gestite dall’Inps o da altri enti previdenziali privatizzati.
I requisiti
Si tratta di un bonus che, secondo quanto stabilito dalla legge finanziaria che lo ha introdotto nel 2001, viene erogato «una tantum», prendendo come riferimento, per l’individuazione dei beneficiari, il trattamento minimo, che nel 2026 è stabilito a 7.954,05 euro (611,85 euro per tredici mensilità): hanno quindi diritto al bonus da 154,94 euro i cittadini le cui pensioni, sommate, non oltrepassano il tetto del trattamento minimo. È possibile però anche ricevere il bonus in forma ridotta, se si ha una pensione annua tra i 7.954,05 e i 8.108,99 euro. Non possono ricevere il bonus i pensionati che percepiscono anche l’assegno sociale o prestazioni per l’invalidità.
C’è poi un altro requisito per ottenere il bonus, legato al reddito: per ottenere l’erogazione dell’importo integrativo è necessario avere un reddito complessivo nel 2026 non superiore a 11.931,08 euro – che sale a 23.862 euro all’anno come reddito di coppia per chi si è sposato o unito civilmente. Per il calcolo del reddito vengono considerati i redditi soggetti all’Irpef, tra cui appunto la pensione. Non basta quindi avere un trattamento annuo sotto il limite: se, per esempio, conteggiando altri redditi di cui si è percettori si supera il limite, non si ottiene il bonus.
Come lo si riceve
Per ottenere il bonus integrativo della pensione non occorre presentare domanda: il pensionato che ne ha diritto lo riceverà direttamente con il cedolino dell’ultimo mese dell’anno. Chi non lo riceverà, ma riterrà di averne lo stesso diritto, potrà inoltrare dal sito dell’Inps un’«istanza di ricostituzione», per chiedere all’istituto di effettuare i controlli sulla situazione contributiva e reddituale per l’erogazione del bonus.




