Metalmeccanica: a Brescia export in lieve crescita nel 2025

Nel 2025 l’export della metalmeccanica bresciana ha registrato una crescita moderata, accompagnata però da forti differenze tra comparti e da prospettive condizionate dall’aumento dei costi energetici e dalle tensioni internazionali.
Secondo le elaborazioni del Centro studi di Confindustria Brescia su dati Istat, le esportazioni del settore hanno raggiunto i 15,2 miliardi di euro, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2024, inferiore alla crescita complessiva dell’export provinciale (+1,8%).
Andamenti differenziati tra i comparti
Il quadro che emerge è eterogeneo. A sostenere le vendite all’estero sono stati soprattutto i computer, apparecchi elettronici e ottici (+4,6%) e i prodotti della metallurgia (+2,8%).
Più contenuti i risultati dei mezzi di trasporto (+0,2%), mentre hanno registrato flessioni i prodotti in metallo (-1,1%) e i macchinari e apparecchiature (-1,2%).
Sul fronte opposto, le importazioni metalmeccaniche si sono attestate a 6,4 miliardi di euro, in aumento del 3,9% trainate soprattutto dal comparto dei macchinari (+16,3%). Il saldo commerciale del settore si è così ridotto a 8,8 miliardi, in calo rispetto agli 8,96 miliardi del 2024.
Bene Germania e India, arretrano Usa e Cina
Tra le principali destinazioni, la crescita dell’export è stata sostenuta dal mercato tedesco (+2,6%), che resta il primo sbocco per il made in Brescia. In forte aumento anche le vendite verso Regno Unito (+18,9%) e India (+21,6%).
Segni negativi, invece, per Francia (-1,3%), Stati Uniti (-3,1%), Turchia (-12,5%), Cina (-11,2%) e Brasile (-3,4%).
Dal lato degli approvvigionamenti, spiccano gli acquisti dalla Germania (+6,6%), dalla Cina (+17,9%) e dagli Stati Uniti (+18%), mercato che mantiene comunque un saldo commerciale nettamente favorevole alle imprese bresciane.
L’impatto dei dazi Usa resta contenuto
Una prima valutazione degli effetti delle misure protezionistiche statunitensi indica, per ora, una sostanziale tenuta dell’export. Nel secondo semestre del 2025 — periodo in cui erano in vigore i dazi reciproci — le vendite negli Stati Uniti sono diminuite del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a 622 milioni di euro.
Anche in questo caso l’andamento è stato molto differenziato: forte crescita per il comparto elettronico (+43,3%) e aumento per i macchinari (+5%), mentre hanno registrato cali significativi la metallurgia (-28,1%), i prodotti in metallo (-16,5%) e i mezzi di trasporto (-30,5%).
Il costo dell’energia
Resta elevata la pressione dei costi energetici. Nel 2025 la bolletta elettrica delle imprese metalmeccaniche bresciane è stimata in circa 733 milioni di euro, in aumento del 6,8% sul 2024 e del 209% rispetto al 2019.
Secondo il Centro studi di Confindustria Brescia, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente potrebbero determinare ulteriori rincari nel 2026, aggravando la competitività delle imprese italiane rispetto ai partner europei, che beneficiano di prezzi dell’energia mediamente più contenuti.
Cresce la cassa integrazione
Nel 2025 sono aumentate anche le ore autorizzate di cassa integrazione, passate da 15 a 17,7 milioni (+18,4%). In particolare, la componente ordinaria è salita del 13,1%, mentre quella straordinaria ha registrato un incremento del 36,6%. Le unità di lavoro annue potenzialmente coinvolte sono stimate in circa 2.500, contro le 2.100 del biennio precedente.
Brescia si conferma la seconda provincia italiana per rilevanza dell’industria metalmeccanica, con oltre 110 mila addetti. È leader nazionale nella metallurgia (16 mila occupati) e nei prodotti in metallo (44 mila), seconda nei macchinari e apparecchiature (32 mila) e quarta nei mezzi di trasporto (oltre 9 mila).
Nonostante la tenuta dell’export nel 2025, gli operatori del settore evidenziano crescenti incognite legate all’evoluzione dei costi energetici, alle politiche commerciali internazionali e alla sostenibilità della marginalità sui mercati esteri, in particolare negli Stati Uniti.
Elementi che rendono incerto il quadro per il 2026, in un contesto in cui la filiera metalmeccanica resta uno dei pilastri dell’economia manifatturiera bresciana e nazionale.
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