Economia

Magirus, «180 posti a rischio a Brescia»: il Comune chiama il Governo

Sul tavolo c’è l’ipotesi che il fondo Mutares, proprietario del gruppo, possa venderlo nonostante 336 milioni di fatturato e 880 milioni di ordini. La Loggia chiede un tavolo urgente al Mimit
Magirus realizza mezzi per i Vigili del fuoco © www.giornaledibrescia.it
Magirus realizza mezzi per i Vigili del fuoco © www.giornaledibrescia.it

Un gruppo che dichiara 336 milioni di euro di fatturato e oltre 880 milioni di ordini, ma che potrebbe essere messo in vendita. E uno stabilimento, quello di Brescia, dove il lavoro diminuisce e cresce l'incertezza per circa 180 dipendenti. È il paradosso della vicenda Magirus, al centro dell'incontro che si è tenuto ieri a Palazzo Loggia tra la sindaca Laura Castelletti, gli assessori Andrea Poli e Marco Fenaroli e i rappresentanti di Fiom, Uilm, AqcfR e della Rsu aziendale.

Sul tavolo c'è l'ipotesi che il fondo Mutares, proprietario del gruppo, decida di venderlo. Una prospettiva che preoccupa i lavoratori dello stabilimento bresciano, specializzato nella progettazione e produzione di mezzi antincendio aeroportuali.

Il Comune chiede garanzie sul futuro del sito, un piano industriale accompagnato da investimenti concreti e la convocazione urgente di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Brescia chiama il governo

«Quando Iveco cedette Magirus, l'operazione fu notificata alla Presidenza del Consiglio perché il settore era già riconosciuto come strategico per il Paese», ricorda la sindaca Castelletti. «Oggi quel riconoscimento deve tradursi in un'iniziativa concreta: chiediamo al Governo di farsi parte attiva e di aprire un tavolo con l'azienda, i sindacati, Confindustria e le istituzioni locali».

Per l'assessore alle Attività produttive Andrea Poli, il problema è anche la mancanza di investimenti. «Magirus può crescere e conquistare quote di mercato, come dimostrano gli ordini raccolti nella precedente gestione Iveco. Oggi però ci chiediamo dove siano gli investimenti sul sito e sul prodotto, perché non li abbiamo visti».

A Brescia lavorano circa 180 persone altamente qualificate, il cui futuro resta legato alle decisioni della proprietà.

«Parliamo di 180 famiglie che da mesi convivono con l'incertezza», sottolinea l'assessore al Welfare Marco Fenaroli, riconoscendo il ruolo svolto dai sindacati e dalla Rsu nel garantire la continuità produttiva.

L'Amministrazione comunale manterrà aperto il confronto con i rappresentanti dei lavoratori e chiederà un incontro alla proprietà, in attesa della convocazione al Mimit prevista nelle prossime ore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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