Economia

Macchine utensili «spente», crollano gli ordini: -25,8%

I dati di Ucimu rilevano che il secondo trimestre dell’anno è segnato da un pesante calo della domanda nazionale (-38,7%) ed estera (-15,3%)
Flavio Archetti
Il mercato delle macchine utensili è in attesa degli effetti dell'iperammortamento
Il mercato delle macchine utensili è in attesa degli effetti dell'iperammortamento

Per le macchine utensili non è un momento brillante. In attesa che si facciano visibili gli effetti degli aiuti del governo, che ha messo a regime l’agevolazione fiscale dell’iperammortamento, il mercato ha subito un vero e proprio crollo. I dati sul secondo trimestre di quest’anno, elaborati dal centro studi e cultura di impresa Ucimu-Sistemi per produrre, dicono che l’indice degli ordini di macchine utensili è sceso del 25,8% rispetto al periodo aprile-giugno di un anno fa.

In valore assoluto l’indice si è attestato a 47,8, partendo da base 100 del 2021 (quando il mercato valeva 6 miliardi di euro), per un ammanco che va oltre la metà di quanto contato subito dopo il Covid.

Sotto la lente

Il risultato esprime la difficoltà incontrata dai costruttori italiani di macchine utensili sia sul mercato interno che su quello estero. A perdere di più è la raccolta degli ordinativi nazionale, in ribasso del 38,7% sullo stesso periodo del 2025, per un valore assoluto dell’indice attestato a 33,1. Meno peggio, anche se in ambito ampiamente negativo, gli ordini raccolti oltre confine, in perdita tendenziale del -15,3%, per un valore assoluto d’indice di 63,2.

Per il presidente di Ucimu-Sistemi per produrre Riccardo Rosa: «L’incertezza di un contesto geopolitico agitato dalle guerre e dalla crisi di Hormuz, ha minato profondamente l’equilibrio già precario in cui l’industria del settore si trovava a operare. Sul fronte interno (quello più negativo) le imprese hanno atteso i chiarimenti dell’iperammortamento per confermare le loro intenzioni di acquisto. Dal 12 giugno, giorno in cui tutti i passaggi operativi sono stati completati, il provvedimento sta dando i suoi frutti e si è già rilevato un cambio di atteggiamento degli utilizzatori italiani, con gli ordini in arrivo. Dovremo attendere ancora qualche mese perchè l’effetto sia ben espresso nelle nostre rilevazioni, ma siamo fiduciosi. Nel frattempo c’è il dato del Ministero delle imprese e del made in Italy, che al 9 luglio segnalava l’inserimento di 7.000 comunicazioni sulla piattaforma Gse per un valore di 2,5 miliardi».

Le proiezioni

Ancora per Rosa: «Al Ministero va il grande merito di aver previsto per l’incentivo una durata pluriennale. La sua operatività fino a settembre 2028 dovrebbe garantire una programmazione ragionata degli investimenti in nuove macchine utensili e tecnologie di produzione da parte delle imprese italiane, permettendo anche ai costruttori di pianificare l’attività di produzione sul medio periodo».

Il calo delle consegne all’estero invece «È comprensibile ed era atteso. L’attività ha rallentato anche se si è cercato di orientare l’offerta verso i Paesi interessati meno direttamente da conflitti e criticità, differenziando, ove possibile, i settori di sbocco dell’offerta. Resta comunque assodato che i numeri e i valori di investimento assicurati un tempo dall’automotive non possono essere rimpiazzati dalla domanda espressa da settori, seppur dinamici, come difesa, aerospaziale ed energia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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