La Piadineria punta ai 1.000 ristoranti: «Il campus è per una crescita sostenibile»

Per ogni azienda che guarda al futuro la sfida più importante riguarda le persone. Tuttavia, anche in alcune società che si mostrano ambiziose, questo prova resta molto sottovalutata rispetto ad altre. Eppure, come ha spiegato recentemente il prof. Claudio Teodori dell’Università di Brescia: «Il capitale umano diventerà una risorsa scarsa. Le nostre imprese avranno sempre più necessità di competenze trasversali».
Quando Teodori lanciava questo appello dal palco degli Oscar dei Bilanci, all’auditorium San Barnaba, Donato Romano stava seduto tra il pubblico di fronte a lui. A quell’ora della sera, probabilmente, Romano aveva già passato gran parte della sua giornata in mezzo a un gruppo di ragazzi, poco più che ventenni, venuti a Brescia da diverse città d’Italia per entrare a far parte del gruppo La Piadineria. «Se l’istruzione può cambiare le sorti del mondo, è facile immaginare come la formazione possa cambiare il futuro di un’azienda» riconosce lo stesso Romano, che de La Piadineria è presidente.
Il progetto
Da questa convinzione è nato nel 2019 il progetto «Academy» del gruppo della ristorazione di Montirone e che poche settimane fa ha visto l’avvio dei corsi di formazione all’interno del nuovo «campus», un edificio costruito accanto al quartier generale del gruppo e valso un investimento di 2 milioni di euro.
Il Campus de La Piadina dispone di un auditorium in grado di accogliere 150 persone e di dieci camere per ospitare 20 collaboratori. «L’idea - spiega con puntualità e palese coinvolgimento la communication manager Laura Galli - è innanzitutto ampliare l’offerta formativa, con sessioni di training intensive erogate nell’arco di più giorni, per implementare e razionalizzare i percorsi di crescita all’interno dell’azienda, e fornire delle competenze più specifiche e verticali al management della rete operativa. Inoltre - evidenzia - l’auditorium ci permette di stimolare il senso di appartenenza e valorizzare la circolazione delle idee».
I numeri
Dal 2015 al 2022, la rete de La Piadineria è passata da 98 ristoranti (di cui 61 in franchising) a 339 (ora sono circa 270 quelli gestiti direttamente). Oggi, inoltre, sono più di 2.100 le persone a libro paga, oltre 22 milioni le piadine prodotte in un anno e supera i 140 milioni di euro il volume delle vendite. La Piadineria, insomma, si è consacrata nel giro di pochi anni leader in Italia nei servizi di ristorazione veloce, nonostante le «chiusure» imposte dalla lotta alla pandemia da Covid-19. «I nostri competitor naturali sono i bar - spiega Romano -: in Italia se ne contano almeno 100mila. Noi, però, puntiamo a diventare la più grande catena della ristorazione veloce del Paese e il nostro progetto è di raggiungere quota 1.000 ristoranti entro dieci anni. Poi inizieremo con un altro progetto serio di espansione, ma all’estero». Ed ecco che la formazione diventa un asset indispensabile per il futuro del gruppo.
Laboratorio di innovazione
«Imparare e innovare è un dovere che ognuno di noi si porta dentro per tutta la vita - conviene il manager bresciano -. Il nostro ambizioso, forse, si poteva realizzare anche senza il campus. Ma in questo modo daremo dei valori più solidi a chi lavora con noi e di conseguenza per la nostra realtà si rivelerà una crescita più sostenibile. E poi il campus è anche un laboratorio di innovazione permanente, in tema di prodotto, con la sperimentazione di nuovi ingredienti e ricette, e in tema di processo, per migliorare e rendere sempre più competitivo il nostro format. Non a caso - chiude Romano - tutte le aree di attività aziendali (dal reparto Sicurezza alimentare al marketing e fino alla contabilità) sono coinvolte in questo progetto».
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