Il fatturato sfiora i 114 milioni, i margini si restringono, ma gli investimenti proseguono. Innova Group chiude il 2025 con ricavi in crescita dell’1,35% e un utile netto di 14,1 milioni, mentre prepara un piano da altri 12 milioni per lo stabilimento di Fontanella. Il gruppo produce e commercializza imballaggi e prodotti cartotecnici attraverso quattro poli: Caino, dove ha sede, e Borgo San Giacomo nel Bresciano, Fontanella nella Bergamasca ed Erbè nel Veronese.
A illustrare risultati e prospettive sono stati i tre amministratori delegati Gianluca, Stefano e Diego Pedrotti, affiancati dalla madre Giulia, vedova del fondatore Giovanni, e da Sofia, figlia di Diego. A Fontanella il programma comprende l’ampliamento del capannone e una nuova linea produttiva, con una spesa che si distribuirà tra il 2026 e soprattutto il 2027. L’impianto sostituirà quello esistente e potrà lavorare fogli di cartone lunghi fino a 5,50 metri e alti 2,50: un metro di lunghezza in più per realizzare imballaggi di grandi dimensioni destinati anche alla meccanica pesante.

Il progetto
«L’obiettivo è aumentare la produttività e possibilmente ridurre i consumi complessivi» spiegano i Pedrotti. Si prosegue così sulla strada intrapresa nel 2025, quando sono stati investiti 16.131.000 euro per quattro macchinari e per la logistica interna. Le nuove attrezzature, installate a Erbè, Caino e Borgo San Giacomo, consentono lavorazioni più veloci e un risparmio energetico anche nell’asciugatura dei fogli.
A sostenere queste scelte è un patrimonio netto consolidato salito da 102,6 a 112,7 milioni di euro, mentre il bilancio restituisce l’immagine di un’azienda che aumenta i ricavi ma deve fare i conti con una redditività in flessione. L’Ebitda, il margine operativo lordo, scende del 9,1% a 21,8 milioni e l’utile operativo industriale del 12,7% a 16,1 milioni. Gli ammortamenti e gli accantonamenti salgono a 5,75 milioni di euro. Il risultato netto cala invece del 6,65% rispetto ai 15,1 milioni del 2024, mentre l’occupazione resta sostanzialmente stabile, passando da 300 a 301 dipendenti.
Lo scenario
Nel 2025 i clienti sono stati 2.070, con 250 nuovi ingressi, e nel 2026 sono finora 2.000, di cui 220 nuovi. Su questo fronte pesa però il rincaro di carta, energia e trasporti, che arriva in una fase di rallentamento dei consumi, avvertito anche dai clienti dell’alimentare. «Stiamo trasferendo gli aumenti sul mercato, ma con grande difficoltà» osservano gli amministratori, alle prese con una filiera in cui la riduzione degli ordini lascia meno spazio per assorbire i maggiori costi.
Il protrarsi della guerra alimenta quindi un interrogativo che supera il prossimo bilancio: «Se prosegue, bisogna capire quante aziende saranno ancora in piedi tra cinque anni». Accanto all’energia resta la difficoltà a trovare figure professionali qualificate, mentre l’intelligenza artificiale è applicata in alcuni ambiti: «un supporto alle persone, paragonabile all’arrivo di Internet, che difficilmente potrà sostituire il lavoro umano» per i Pedrotti.



