Il Distretto manifatturiero unico del Nord - composto dalle Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna - chiede gradualità nell’attuazione e coinvolgimento delle Regioni nell’Industrial accelerator act, la bozza di regolamento europeo per «accelerare» domanda di tecnologie e prodotti a basse emissioni di carbonio di fabbricazione Ue.
Per questo hanno preparato un position paper unitario che hanno mandato al governo italiano, alla conferenza Stato Regioni e a tutti gli europarlamentari delle cinque Regioni. Le loro richieste sono in primis coinvolgimento delle Regioni nella definizione e nello sviluppo delle Industrial manufacturing acceleration areas, una «forte semplificazione amministrativa, con procedure più chiare, tempi autorizzativi certi e strumenti digitali interoperabili, evitando duplicazioni e applicazioni differenti tra gli Stati membri», ma soprattutto la garanzia di «gradualità - spiega una nota del Distretto - e maggiore trasparenza nell’introduzione dei requisiti europei, tenendo conto della disponibilità effettiva dei prodotti e delle tecnologie sul mercato, della complessità delle filiere e dei tempi necessari per adeguare la capacità produttiva europea. E ciò a partire dai settori industriali di fondamentale importanza per il Distretto manifatturiero del nord, come l’ampio comparto dell’automotive e della componentistica».
E per quanto riguarda le «eventuali deroghe» dovranno tenere in considerazione «l’indisponibilità dell’offerta, l’assenza di alternative tecnicamente compatibili e i costi manifestamente sproporzionati».
Altro elemento centrale è quello della sussidiarietà, evitando quindi «regole uniformi che possano ridurre l’efficacia degli incentivi» e tenendo conto delle competenze europee, statali, regionali e comunali e anche delle «caratteristiche locali». Infine «sul fronte finanziario, il documento propone di rafforzare il coordinamento tra politica di coesione e strumenti europei a gestione diretta, prevedendo criteri preferenziali per i progetti inseriti nelle aree di accelerazione industriale e valutando un adeguamento della disciplina degli aiuti di Stato, con possibili maggiorazioni delle intensità di aiuto per gli investimenti industriali strategici».



